Torna al Teatro di Manfredonia “Sonetti. Cantare Shakespeare” della compagnia Bottega degli Apocrifi

Lo spettacolo corale immaginato come antidoto alla rabbia e alla distruzione dilagante.Un inno all’Amore capace di far vacillare ogni confine.Al termine dello spettacolo il terzo appuntamento con “C’è del buono in Danimarca?”.Mercoledì 22 gennaio 2020 ore 21.00 - Teatro comunale “L. Dalla”, Manfredonia.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

Torna a distanza di un anno sul palco del Teatro “Lucio Dalla” di Manfredonia “Sonetti. Cantare Shakespeare”, la produzione della compagnia Bottega degli Apocrifi con la regia di Cosimo Severo, nata dalla collaborazione con Nunzia Antonino. Lo spettacolo fuori abbonamento in programma mercoledì 22 gennaio 2020 alle ore 21.00, riporterà in scena poesie d’amore di 400 anni fa. “Sonetti. Cantare Shakespeare” è uno spettacolo corale immaginato come antidoto alla rabbia e alla distruzione dilagante, celebrato come un inno all’Amore, capace di far vacillare i confini: quelli tra generazioni, quelli tra razze, quelli tra musica e parola e tra poesia e realtà; uno spettacolo fondato sulle mescolanze, per riprendere il dialogo ininterrotto tra noi e il sentire assordante dell’esistenza inquieta. «Cantare Shakespeare è quella musica nella musica che ci fa perdere il senso dell’orientamento e ci regala un volo inaspettato.

Un viaggio allegro e spaventoso, dentro il sogno estremo che è la vita, di cui Shakespeare è il sommo giullare capace di attraversare i secoli», affermano gli Apocrifi che aggiungono: «Perché oggi sentiamo urgenza di poesia e bellezza come unica e potente cura alla peste che abbiamo intorno, perché abbiamo voglia e bisogno di sorridere, e che quel sorriso non sia di plastica ma di felicità». Beati gli inquieti, i non accontentati, gli infuocati, i camminatori di ponti, gli equilibristi, i danzatori della musica interiore, gli arrampicatori di anime, i collezionisti di tramonti, i conquistatori di arcobaleni.

“Sonetti. Cantare Shakespeare” è uno spettacolo che ha i tratti di un rito catartico collettivo, a cominciare dal numero e dalla qualità degli artisti coinvolti. La selezione dei sonetti e la traduzione di alcuni di essi è a cura della drammaturga Stefania Marrone e del regista Cosimo Severo. A dargli voce in scena saranno la straordinaria attrice Nunzia Antonino, la giovanissima Rosalba Mondelli, l’inaspettato talento ivoriano Mamadou Diakite e la meravigliosa danzatrice Rosa Merlino. Le musiche originali del M° Fabio Trimigno saranno eseguite dal vivo dall’autore al violino con Matteo Fioretti (chitarre), Giuseppe Stoppiello (pianoforte), Andrea Stuppiello (batteria e percussioni), Marco Tricarico (basso) e col quartetto composto da Alessandra Facchiano (flauto), Francesca Scarano (II violino), Vincenzo Starace (viola), Antonietta Pilolli (violoncello). Il mondo shakespeariano degli Apocrifi si popola inoltre di figuranti - Giovanni Salvemini, Bakary Diaby, Andrea Castigliego -, celebrando una grande festa che trasformerà la sala del Teatro Comunale “Lucio Dalla”. Dopo lo spettacolo ci sarà il terzo appuntamento con “C’è del buono in Danimarca?”, il percorso gratuito di accompagnamento alla visione teatrale e al mondo che abbiamo intorno. Con Marianna Masselli di Teatro e Critica si proverà a scavare un po’ più a fondo sullo spettacolo appena visto. Video dello spettacolo “Sonetti. Cantare Shakespeare”: https://vimeo.com/384489212 BIGLIETTI: I SETTORE intero € 12,00 / ridotto € 12,00 – II SETTORE intero € 10,00 – GALLERIA intero € 10,00 / ridotto € 8,00. Under 19 (II settore + galleria € 7,00). La biglietteria del Teatro “Dalla” sarà aperta dal lunedì al venerdì dalle ore 11 alle 13 e dalle ore 18 alle 20. INFO E PRENOTAZIONI: Teatro Comunale Lucio Dalla / Botteghino 0884.532829 | 335.244843. Biglietti on line www.vivaticket.it INGRESSO PUBBLICO ore 20.30. INIZIO SPETTACOLO ore 21.00. Per gli accrediti allo spettacolo e le interviste contattare l’ufficio stampa.

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