Un solo nome, tante versioni. La ciambotta del Gargano e dei Monti Dauni

Nei centri del Gargano si tratta di una zuppa di pesce, il cui nome deriva da “Jam-boat”, termine con il quale gli americani chiamavano la zuppa preparata dalle famiglie dei pescatori. Completamente diverse le versioni di Ascoli, Castelluccio Valmaggiore e Orsara

Tra i tanti capolavori che la variegata cucina di Capitanata offre, c’è un piatto che a seconda della zona può cambiare quasi tutti gli ingredienti. Di comune resta il nome, oltre alla grande bontà. Stiamo parlando della ciambotta, un piatto tipico del Gargano, ma che è particolarmente diffuso anche in diversi centri del Subappennino. Un nome uguale, in cui si celano tradizioni e sapori diversi. Vediamo alcune versioni tra le più conosciute.

CIAMBOTTA DEL GARGANO – Una classica zuppa di pesce, che nasce come piatto povero realizzato dalle famiglie di pescatori, che cucinavano una varietà di pesci (teste, spigole, gamberi, cicale) con pomodori, acqua e peperone verde. Il termine potrebbe avere una matrice statunitense. Si dice infatti che l’origine si debba all’inglese “jam-boat” (marmellata di mare), con il quale le truppe americane durante la seconda guerra mondiale per indicare i pesci piccoli utilizzati dalle famiglie dei pescatori per la preparazione di questa zuppa.  La versione più celebre è senza dubbio quella di Manfredonia, che prevede l’utilizzo di scorfano, testone, coda di rospo, sbarro, trancia di dentice, gronco, calamaretti, cozze nere, arselle e murici. Il tutto associato ad aglio, cipolla, pomodori, basilico, prezzemolo, olio extravergine d’oliva, e i crostini di pane casereccio da aggiungere a piatto ultimato.

Allontanandoci dalla costa, e approcciando all’entroterra, troviamo diversi tipi di ciambotte, che si distinguono dalla versione garganica in primis per l’assenza di pesce.

CIAMBOTTA DI ASCOLI SATRIANO – Si realizza con patate novelle, zucchine, cipolla, pomodoro, peperoncino, olio, sale e, come ingrediente facoltativo, un uovo. Piatto consumato soprattutto d’estate, e infatti si consiglia l’abbinamento a un bicchiere di vino freddo.

CIAMBOTTE di CASTELLUCCIO VALMAGGIORE – A differenza della versione di Ascoli Satriano, il piatto di Castelluccio Valmaggiore prevede la presenza del sedano, del formaggio, e della salsiccia conservata nella sugna (lo strutto). L’uovo sbattuto con il formaggio si aggiunge come ultimo ingrediente.

CIAMBOTTA DI ORSARA DI PUGLIA – Altra versione abbastanza nota. Le peculiarità è la presenza di peperoni (rossi, verdi e gialli), fagiolini, melanzane, e i fiori di zucca, che si aggiungono a zucchine, patate, pomodori, cipolla, salsiccia stagionata, peperoncino e ai vari aromi come origano, prezzemolo e basilico. 

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