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Teatro

Al Teatro dell'Opera di Lucera applausi per "Il berretto a sonagli" di Alter Ego

Il capolavoro di Luigi Pirandello, riadattato e guidato dalla regia di Lello Di Gioia, nella recensione di Nico Palatella

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

Alla presenza di un foltissimo ed interessato pubblico il gruppo teatrale Alter Ego ha rappresentato in scena, sabato 30 novembre al Teatro dell’Opera di Lucera, “Il berretto a sonagli”, capolavoro di Luigi Pirandello riadattato e guidato dalla regia di Lello Di Gioia.

La fedeltà coniugale è il tema conduttore dell’opera. Una storia lontana ma moderna e attuale, ricca di metafore e i cui dialoghi, a volte decisamente lunghi, non stancano comunque lo spettatore, intento non soltanto a seguire la trama, un intreccio che si complica con “lenta rapidità” dopo il primo atto e che prende vita quando la gelosissima Beatrice decide di denunciare il ricco marito e la sua amante, la giovane moglie dello scrivano Ciampa, un collaboratore che lavora per lui.  All’epoca dei fatti l’adulterio era un reato punibile con la detenzione e a quei tempi era imperante l’ipocrita perbenismo del “tutto è permesso purchè si salvino le apparenze”.

Anche Ciampa, dotato di una umanità silenziosa che gli dà la forza di difendere la sua infelicità coniugale,  d’altra parte,  accetta la relazione a patto che nessuno nel paese possa affermare che lui è a conoscenza e tace. Il piano escogitato  per cogliere in flagrante i due amanti, però,  riesce a metà e non bastano le disquisizioni della signora Beatrice per affermare che ci siano sufficienti prove.  Beatrice decide tutto da sola, non pensa al povero Ciampa e da sola è costretta ad ammettere di aver sbagliato per aver dato in pasto alla gente la dignità di tre persone. Alla fine, la donna sarà costretta a farsi passare per pazza perché ognuno possa riprendere il proprio posto di “pupo” nella società.

“Buona la prima” quindi, possiamo affermarlo con certezza; ottima infatti la rappresentazione di quella che viene definita da Leonardo Sciascia la migliore commedia di Luigi Pirandello. Particolarmente complessa la parte di Roberto Vicario, figura che definiamo “chiave” dell’intreccio, sia per il ruolo che per un mazzo di chiavi, sua garanzia sul controllo di Nina, sua moglie e che invece si rivelerà praticamente inutile.

Apprezzabile inoltre il passaggio recitativo relativo alle “tre corde” della mente umana, nel quale l’autore rappresenta con una particolareggiata simbologia la costante ricerca dell’equilibrio nella vita quotidiana, una serenità costantemente a rischio, come si manifesterà poi alla fine dell’opera. Sicuramente di ottimo livello l’interpretazione del ruolo di Beatrice da parte della sua splendida interprete; non facile perché costantemente in bilico tra la lucida follia dettata dalla gelosia e il tentativo di mascherare il proprio piano diabolico. L’attrice, tra le più giovani sul palco, si è fatta apprezzare non soltanto per la capacità di lettura del personaggio ma anche per la disinvoltura con cui ha saputo districarsi in scena in alcuni passaggi complessi dell’opera pirandelliana.

“Abbiamo pensato – ha spiegato il regista – di diversificare le nostre proposte culturali ed intrapreso un nuovo cammino con questo capolavoro del teatro italiano, il cui testo dal fascino irresistibile ha emozionato tutti noi fin dalla prima lettura grazie anche ai suoi due straordinari protagonisti: Ciampa, risulta alla fine figura eroica e piena di quella umanità che gli dà la forza di spartire l’amore della propria donna pur di non perderla, e Beatrice – portata molto bene in scena da Elena Mastroluca - in preda ad una gelosia mista a pazzia che finisce per colpire anche colui che non ha nessuna colpa nella vicenda”. A febbraio Alter Ego tornerà in scena con un nuovo lavoro, questa volta in linea con la tradizione della compagnia lucerina anche se, dalle premesse e promesse di Lello di Gioia, c’è da aspettarsi nuove e piacevoli sorprese teatrali. Ai posteri il piacere del teatro, l’ardua sentenza questa volta è invece un meritatissimo successo.

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