"Chë majië fossë statë paràulë!", la Peschici anni Cinquanta raccontata da Ars nova

  • Dove
    Atrio Scuole Elementari
    Indirizzo non disponibile
    Peschici
  • Quando
    Dal 18/04/2015 al 19/04/2015
    20:30
  • Prezzo
    Gratis
  • Altre Informazioni
Locandina evento

Sabato 18 e domenica 19 aprile, alle 20.30 nell'atrio delle Scuole Elementari di Peschici, appuntamento col teatro. Come sempre, protagonista l'Associazione culturale "Ars Nova" e la sua compagnia stabile che, dopo i successi recenti e passati, presenta il nuovo lavoro di una commediografa locale: "Chë majië fossë statë paràulë!" (Meglio non fosse mai accaduto!).

La commedia, due atti in vernacolo peschiciano scritta da Angela Campanile, è il racconto un po' esasperato di momenti di vita vissuta negli anni 50-60 a Peschici: anni in cui il paese non era ancora stato scoperto dal turismo (solo dieci anni dopo cambierà completamente il proprio modo di vivere). Si vive in strada, all'aperto, si instaurano legami forti, si soffre e si gioisce tutti insieme. Ci sono però anche forti dissapori per eventuali torti subiti, e invidie, e gelosie.

Gli uomini, dediti a pesca e agricoltura, sono al lavoro fuori, per tutto il giorno. Le donne curano i figli e la casa e saltuariamente anche loro lavorano fuori, soprattutto nel periodo della raccolta delle olive. Nella maggior parte dell'anno, però, le donne si dedicano ai lavori domestici: rifornirsi di acqua alla fontana pubblica e, quando resta un po' di tempo, ricamo, lavori a maglia e all'uncinetto per preparare il corredo alle figlie, corredo che consisteva il più delle volte in pochi pezzi, qualche lenzuolo, alcune tovaglie da tavola tessute a telaio e qualche asciugamano, anch'esso tessuto a telaio. Si cercava di abbellire al massimo questi pochi capi ricamandoli e applicando merletti lavorati all'uncinetto.

A volte si assisteva a vere e proprie gare, fra le vicine, a chi avesse il disegno di ricamo o del merletto esclusivo, ed era momento di vero orgoglio quando, all'esposizione del corredo, si esibivano ricami o merletti che nessun altra aveva. All'epoca del fatto rappresentato dalla commedia c'era un merletto chiamato "a pundèinë 'a lèitë" (il merletto della lite), così detto per una furiosa lite avvenuta fra due famiglie, fino allora molto legate tra loro, per un merletto dato e fatto copiare per amicizia e diventato poi di dominio pubblico, volutamente o per dispetto ancora non chiaro.

Proprio di queste dinamiche - avere a tutti i costi il disegno esclusivo di un merletto - tratta la commedia. I personaggi sono tutti al femminile, a eccezione di Pasqualèinë che mal sopporta il fatto che la moglie Lucrezië sia troppo presa dal lavoro all'uncinetto che, a suo avviso, le fa trascurare ogni cosa. In scena: Vincenzino Piracci, Ersilia Vecera, Ezia Santoro, Libera Martella, Maria Pia Masella, Giovanni Ranieri, Antonella Lamonica, Giustina Masella, MariaLuisa Marino, Orsola Firma, Matteo Elia e Antonio Costantino e Chiara Mastromatteo. Adattamento Giuseppe Mastromatteo, scenografia Mimì Mazzone e Nicola Costante. Regia: Stefano Biscotti

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