Una statua dedicata a Federico II a Foggia, la sua città prediletta

"Voglio sperare che l'amministrazione comunale, insieme ai cittadini di Foggia, alle associazioni ed ai massimi esponenti della cultura, possano far propria questa proposta"

Federico II

I sismi[1], la guerra e la successiva cementificazione scriteriata hanno segnato irrimediabilmente la fisionomia della città di Foggia, privandola per sempre di quel fascino che la sua storia ci ricorda[2]. Non per questo la città deve dimenticare il suo passato, che più di una volta l'ha vista protagonista nelle vicende della storia d'Italia[3]. Ancor prima del fastoso matrimonio tra il principe ereditario Francesco I e Maria Clementina d'Austria, avvenuto a Foggia nel 1797[4] e delle numerose visite di Francesco di Borbone figlio di Ferdinando di Borbone Re delle Sicilie[5], la città di Foggia fu il centro nevralgico di uno dei più affascinanti sovrani del medioevo: Federico II di Hohenstaufen, meglio conosciuto come Federico II di Svevia.

Noto alle cronache anche come Puer Apuliae o Stupor Mundi, nell'arco di qualche decennio seppe modernizzare il suo regno facendo della sua domus imperiale [6]foggiana la capitale de facto del regno di Sicilia, pur restando Palermo la capitale de iure. La scelta della Capitanata non fu certamente casuale, ma dovuta a fattori di diversa natura, come la posizione intermedia tra la Sicilia e la Germania[7], la vicinanza a Roma[8], la disponibilità di numerose domus nelle vicinanze e l'abbondanza di approvvigionamenti.

Oltre a fattori puramente strategici e logistici (in tal caso avrebbe potuto scegliere anche Napoli) vi è una forte componente emotiva che lo legava alla città di Foggia ed alla Capitanata, come testimoniato dal perdono concesso alla città che gli negò l'ingresso al suo rientro dalla crociata[9] e dalle numerose presenze a manifestazioni di caccia con il falcone che conduceva nelle sue riserve personali. "Se il Signore avesse conosciuto questa piana di Puglia, luce dei miei occhi, si sarebbe fermato a vivere qui": parole di Federico che rivelano quanto naturale e spontaneo fosse in lui l’amore per questa terra.

Federico II: un marchigiano di origine germanica[10] , residente in Sicilia ma domiciliato per oltre trent'anni a Foggia nelle cui immediate vicinanze, a CastelFiorentino[11], trovò la morte. Perché dopo tanti secoli la figura di questo Imperatore ancora ci affascina?  Evidentemente perché, oltre alle vicende belliche ed alle conseguenti tracce ancora tangibili del suo passaggio, fu per molti aspetti il precursore di quel mecenatismo che vedremo svilupparsi concretamente qualche secolo più tardi in Italia durante il Rinascimento. La sua sconfinata curiosità e la passione per le arti gli diedero l'appellativo di Stupor Mundi.  

Foggia, Lucera, Manfredonia, Apricena e molti altri centri dauni vedono la loro storia segnata profondamente dalle vicende federiciane. Per trovare una figura di rilievo che si possa identificare pienamente con il territorio di Capitanata, prima di Federico II, dobbiamo andare molto lontano nel tempo per incontrarci con Diomede, eroe greco compagno d’armi e d’avventure di Ulisse, il quale circa 13 secoli a. C. sarebbe sbarcato sulle coste daune, dove secondo alcune leggende, avrebbe fondato le città di Siponto e di Arpi[12], per morire, infine, nelle isole che da lui presero il nome di Diomedee[13].

Veniamo al dunque.

Viaggiando tra la Puglia e la Basilicata, la figura di Federico II è perennemente presente, ma visitando la città di Foggia, a meno che non ci si imbatta per caso nella porta Arpana o nell'adiacente Arco del Palazzo Imperiale,  prestando inoltre molta attenzione alla lapide, è veramente difficile identificare in questa la città prediletta di Federico II.

In una città dalla forte vocazione umanistica  come Foggia, afflitta purtroppo da un lento declino, non sarebbe il caso di provare a ripartire da un simbolo forte ed ammirato in tutta Europa, come Federico II, per ritrovare una identità che dai tempi del ventennio fascista risulta essere smarrita?  Non sarebbe il caso di realizzare un monumento degno della figura dell'Imperatore che tanto ha amato questa città?

In altre città d'Italia vi sono monumenti che ne ricordano la figura e le gesta. Ad esempio a Lamezia Terme è stata inaugurata una statua nel 2009, a Jesi nel 1995. Troviamo statue di Federico II anche ad Oria, a Napoli e a Berlino. L’architetto Mario Soro nel 1981 effettuò uno "studio per un monumento a Federico II di Svevia in Foggia"  che non fu mai realizzato[14], si deve dedurre perciò che lui, o il committente, avevano già avuto l'idea di rendere omaggio a questa storica, grande.

Dopo numerosi anni di discussione, la città di Manfredonia è riuscita a realizzare un magnifico monumento equestre al suo fondatore Re Mandredi, realizzato dall’artista Salvatore Lovaglio, titolare della cattedra di Decorazione presso l’Accademia di Belle Arti di Foggia, ed anche la piccola città di Apricena ha realizzato un grazioso mezzobusto in pietra locale dedicato all’Imperatore Federico II nell’omonima piazza.

Perché non riprendere l'idea del Soro e donare alla città un simbolo della passata grandezza, ma anche un valido esempio di lungimiranza, di attaccamento alla propria terra e alla propria storia che possa fungere da faro per la nostra e per le future generazioni? Sarebbe da prendere in considerazione anche un eventuale gemellaggio con la città di Jesi, città che a Federico diede i natali, proprio per suggellare il profondo legame che hanno in comune con l'imperatore.

Non sono foggiano, ma come cittadino della Capitanata voglio sperare che l’amministrazione comunale, insieme ai cittadini di Foggia, alle associazioni ed ai massimi esponenti della cultura, possano far propria questa proposta e sentirsi partecipi di un' iniziativa collettiva e fortemente identitaria che possa donare lustro e splendore alla città che è il punto di riferimento della provincia tutta.

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