Verdi, Bizet e Giordano. Foggia si mette all'Opera: parte la nuova stagione lirica

Si parte con l'opera di Bizet, uno dei due titoli del grande repertorio operistico assenti da tempo, insieme al Rigoletto di Verdi. E non mancherà la perla del repertorio giordaniano, ovvero "Marcella"

Si terrà domani, alle ore 11.30, nella Sala Fedora del Teatro Giordano, la conferenza stampa di presentazione della stagione Lirica 2019. Illustreranno il programma il sindaco di Foggia, Franco Landella, l'assessore alla Cultura, Anna Paola Giuliani, e il dirigente del settore, Carlo Dicesare.

La stagione partirà venerdì 25 ottobre con la rappresentazione della "Carmen" di Georges Bizet.

“Continua il grande progetto culturale ed artistico che l’Amministrazione comunale e l’Assessorato alla Cultura di Foggia hanno intrapreso oltre quattro anni fa, allorquando sembrava impossibile parlare di rinascita culturale e quando altre emergenze rischiavano di non lasciare spazio alla bellezza e all’arte”, dichiarano l’assessore Giuliani e il sindaco Landella.

“Abbiamo raccolto la sfida, lavorato con impegno, unito le forze e i talenti del territorio, chiamato in città i grandi protagonisti della scena internazionale e la comunità foggiana ci ha premiati con una partecipazione e un entusiasmo straordinari.

Abbiamo voluto, condiviso e amato ogni evento, ogni concerto, ogni spettacolo, ogni incontro, dando vita, insieme, ad una città nuova in cui tutte le forme d’arte, i generi e i linguaggi hanno trovato casa, pubblico, spazio.

In questo virtuoso percorso, l’opera, quella meravigliosa fusione di musica, parole, canto e fantasia, non poteva non avere un’attenzione privilegiata.

Ecco, dunque, la stagione lirica “Foggia all’opera 2019”, con due titoli del grande repertorio operistico assenti da molto tempo, la Carmen di Bizet e il Rigoletto di Verdi, accostati ad una perla del repertorio giordaniano: Marcella.

Questa amministrazione, nella consapevolezza che Giordano è il volano culturale che può portare il nome di Foggia nel mondo, ha riservato al grande operista un’attenzione speciale fin da subito.

Dalla riscoperta di Giove a Pompei ai grandi titoli come Andrea Chénier e Fedora, dal Giordano in jazz agli spettacoli del Teatro ha classe, ogni manifestazione è diventata parte di una progettualità a lungo termine che ci porterà nei prossimi anni a rappresentare tutti i titoli di Umberto Giordano.

E col Maestro è rinato anche il teatro che porta il suo nome, ora epicentro di un movimento culturale che sta permeando l’intera comunità e polo di aggregazione, incontro, riflessione critica e crescita umana. Abbiamo bisogno di progetti che guardino in alto, abbiamo bisogno di credere nel nostro patrimonio culturale, nella nostra storia, nelle nostre tradizioni, in noi stessi; abbiamo bisogno di continuare a sognare”.

Buona lirica a tutti!

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