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Una foto di Taddei

Una foto di Taddei

Mestieri, usi e tradizioni della Capitanata che non c’è più

La galleria permanente di Sirio Taddei apre alle immagini in bianco e nero, in esposizione al Rettorato dal 6 luglio fino al 31 ottobre

Quinta proposta artistica della cosiddetta galleria permanente del rettorato dell'Università di Foggia, che dopo aver ospitato i pittori Michele Circiello, Nicola Liberatore, Ubaldo Urbano e il disegnatore e ritrattista Salvatore Bruno concede volentieri spazio al primo fotografo di questo progetto culturale. Si tratta di Sirio Taddei, fotoamatore protagonista di diverse mostre personali e collettive ma soprattutto autore di un ambizioso “percorso per immagini” attraverso gli antichi mestieri, le tradizioni, gli usi e i costumi di una Capitanata che (semplicemente) non esiste più.

Sirio Taddei – dipendente dell'Università di Foggia, componente del personale tecnico – amministrativo in servizio presso l'Ufficio relazioni con il pubblico di Palazzo Ateneo – ha percorso negli anni, soprattutto in occasione della feste patronali, tutti i 61 comuni della provincia riuscendo a catturare nelle piazze, nelle strade e negli scorci di ciascuno di essi momenti irripetibili: atmosfere rarefatte o abilità artigianali che oggi giorno appaiono sostanzialmente inutili, gestualità e rituali che invece restano alla base della memoria collettiva del popolo Foggiano. 

«Valorizziamo una risorsa interna all'Università di Foggia – dichiara il Rettore, prof. Maurizio Ricci – la mostra di Sirio Taddei conferma, direi piuttosto concretamente, che siamo aperti non soltanto ai maestri o ai pittori affermati ma anche alle sollecitazioni che provengono dal territorio». S'intitola “La memoria delle mani” la mostra che Sirio Taddei ha allestito presso il corridoio del rettorato di Palazzo Ateneo, che rimarrà a disposizione dei visitatori dal 6 luglio al 31 ottobre p.v.

Dall'asino custodito in casa perché rappresentava il valore più prezioso di un'economia rurale oggi semplicemente inimmaginabile, alla pazienza tessitura dei vasi di paglia; dalle processioni religiose, alle venerazioni laiche di luoghi e territori in cui il tempo si è effettivamente fermato. Le immagini di Sirio Taddei – tutte rigorosamente in bianco e nero, stampate su pellicola speciale, allestite su supporti professionali proprio per essere esposti in contesti come gallerie e uffici pubblici – riscattano dall'oblìo questi mestieri senza più fortuna, queste occupazioni che nel passato rappresentavano magari l'unica risorsa di sostentamento per famiglie intere. Oggi, questa memoria preziosa ma purtroppo smarrita, si può intravvedere nelle mani di gente che rappresenta il vero museo antropologico della Capitanata.

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