Cerignola, Rosaria Coluccia si aggiudica il ‘Premio Zingarelli 2012’

Il Comune di Cerignola e L'associazione LiberaMente protagonisti di una bella pagina di cultura

Premiazione

Il Premio Zingarelli è andato a Rosario Coluccia, linguista dell’Università del Salento, unico pugliese nell’Accademia della Crusca (dopo lo stesso Nicola Zingarelli), mi complimento con lo studioso e con il Premio tenutosi a Cerignola» così Massimo Bray, neo ministro ai Beni culturali del Governo Letta. Si è conclusa sulle note del Notturno n° 9.2 di Chopin la quinta edizione del Premio letterario nazionale “Nicola Zingarelli”, che quest’anno è stato diviso tra due splendide location: il teatro Mercadante, dove si è svolta la premiazione come da consuetudine, e la splendida Torre Alemanna, dove si sono svolti i lavori del convegno pomeridiano e dove è stata collocata un’installazione artistica di pregio, grazie all’associazione “Motus”, guidata da Francesco Daddario.

Quest’ultimo, con maestria, ha non solo provveduto a disporre nelle varie sale le opere che hanno partecipato al premio, dividendole per sezioni (a seconda che fossero più ‘romantiche’ o più ‘concettuali’) ma ha anche arricchito e valorizzato la bellissima Torre con la personale di Antonio Bruno, artista cerignolano fuori concorso, che lavora con legno e metallo, dando vita a soluzioni inedite. “Parole nell’arte” recita il sottotitolo di quest’anno del Premio Zingarelli 2012, dal momento che l’intento del presidente, Antonio Daddario, era appunto quello di valorizzare il connubio che c’è tra arte ‘materica’ e arte della parola: «Anche una tela può narrare una storia: il ‘romanzo’ personale dell’artista; quando c’è vera arte c’è poesia. Questo è stato il nostro intento, perché non si comunica solo con le parole» ha affermato Daddario.

A ciò dunque si lega la ‘trasformazione’ per un giorno di Torre Alemanna in polo museale; un esperimento, che a detta del sindaco di Cerignola, Antonio Giannatempo, potrebbe divenire permanente, per inserire anche la città natale di Zingarelli in un itinerario turistico. «Quello che Zingarelli ci ha lasciato è l’amore per la parola, che si traduce in amore per la lingua» ha asserito Andrea Gisoldi, presidente dell’associazione culturale LiberaMente (tra gli organizzatori del premio), che ha aggiunto: «La nostra associazione si occupa da dodici anni di fare cultura nel nostro territorio, ci sono occasioni come questa in cui possiamo dire che la ‘cultura paga’, al punto che il nostro premio è forse il più prestigioso nell’Italia meridionale e gode dell’alto patronato del Presidente della Repubblica italiana».

La giornata è stata una vera e propria full immersion nella cultura, dal momento che ha goduto delle prolusioni di Pietro Di Terlizzi (direttore dell’Accademia d’arte di Foggia), Giusy Caroppo (critico d’arte) e di Rosario Coluccia (ordinario di Storia della lingua italiana all’Università del Salento, nonché membro dell’Accademia della Crusca); la lectio magistralis del professor Coluccia ha portato alla luce una figura di Zingarelli, non solo compilatore del noto dizionario, ma anche membro dell’Accademia della Crusca: «la Crusca non ha la presunzione di dire come si scrive e legge ma indica delle direttive, e più che altro promuove lo studio dell’italiano», successivamente Coluccia si è soffermato sul rapporto d’amicizia che legava Zingarelli all’allora ministro della pubblica istruzione Giovanni Gentile, fino  a tracciare la parabola del dizionario: pubblicato per la prima volta nel 1922, la cui proprietà intellettuale fu venduta  a Bietti, per poi essere rilevata dall’attuale Zanichelli.

Se è vero dunque come dice la proverbiale frase di Bernardo di Chartres che siamo “Nani sulle spalle di giganti”, senza i ‘giganteschi’ studi di Nicola Zingarelli, non avremmo avuto neanche l’occasione per parlare di questo premio. Veniamo, pertanto, ai protagonisti veri di questa edizione, ossia i premiati, suddivisi per le sezioni romanzi editi, poesia inedita e opere d’arte; per i romanzi il primo posto è andato a Peppe Lomonaco con “E’ stata una lunga giornata”, il secondo a Irma Mecca con “Sogno di volare”, e terzo Giovanna Grignaffini con “Però un paese ci vuole”; per la poesia: primo Ylenia Bagato con “E il cielo ignaro ha ancora le sue stelle”, secondo Ilaria Paglialonga con “Accuse”, e terzo Emiliano Musetti con “La ragazza bella ed esclusa”; per la sezione pittura: primo “Germoglio” di Anna Lucia Terlizzi, secondo “About a dip” di Angela Vocale, terzo “Casco sicuro” di Mirko Cusmai. Premio Speciale “Non omnia possumus omnes” a Rosario Coluccia, Pietro di Terlizzi, Nunzio Di Giulio, Cosimo Dilaurenzo; mentre una menzione speciale del presidente è andata a Patrizia Salacone.

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I primi classificati di ogni sezione hanno ricevuto, oltre l’attestato, la spiga d’oro; quest’ultima non solo evocativa della città dei granai (quale può essere considerata Cerignola) ma anche portatrice di un denso valore simbolico, poiché, come ha rilevato Antonio Daddario, «il pane, nostro sostentamento e cibo, si fa dai chicci di grano, allo stesso modo la lingua è fatta dall’unione delle parole che la costituiscono». La serata è stata animata da Tommy Di Bari e allietata dalla voce del soprano Pia Raffaele. Il Premio letterario “Nicola Zingarelli” sta già lavorando alla prossima edizione che sarà dedicata alla tematica “Le parole in musica”. Ad maiora!

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