"Qualcuno volò sul nido del cuculo" al 'Giordano'. Gassmann porta in scena la commedia di Wasserman

Settimo appuntamento della stagione di prosa al Teatro Giordano. Sabato 30 e domenica 31 gennaio la Fondazione Teatro di Napoli porta in scena "Qualcuno volò sul Nido del cuculo", celebre commedia di Dale Wasserman, dall'omonimo romanzo di Ken Kesey.

La pièce è tratta dall'adattamento scenico di Dale Wasserman (Broadway, 1971) ed ispirata al romanzo omonimo di Ken Kesey, reso famoso per la trasposizione cinematografica di Miloš Forman con un memorabile Jack Nicholson.

L'adattamento teatrale dell'opera che andrà in scena al Teatro Giordano è stato realizzato dal noto scrittore e giallista Maurizio de Giovanni (dalla traduzione del romanzo di Giovanni Lombardo Radice). In scena i protagonisti saranno Daniele Russo ed Elisabetta Valgoi, con il resto del cast composto da Mauro Marino, Marco Cavicchioli, Giacomo Rosselli, Alfredo Angelici, Giulio Federico Janni, Daniele Marino, Antimo Casertano, Gilberto Gliozzi, Gabriele Granito, Giulia Merelli.

Biglietti in vendita in tutte le rivendite ufficiali (lista suteatrogiordano.it/biglietti.html) e al botteghino del Teatro Giordano il giorno stesso dello spettacolo dalle ore 18.00.

LO SPETTACOLO

Qualcuno volò sul nido del cuculo è il romanzo che Ken Kesey pubblicò nel 1962 dopo aver lavorato come volontario in un ospedale psichiatrico californiano. Racconta attraverso lo sguardo di Randle McMurphy, uno sfacciato delinquente che si finge matto per sfuggire alla galera, la vita dei pazienti di manicomio statunitense e il trattamento coercitivo che viene loro riservato. Nel 1971 Dale Wasserman ne realizzò, per Broadway, un adattamento scenico, che costituì la base della sceneggiatura dell'omonimo film di Miloš Forman, interpretato da Jack Nicholson e entrato di diritto nella storia del cinema. Nello spettacolo di Gassmann, lo scrittore Maurizio de Giovanni ha curato l'adattamento del testo, e la vicenda è ambientata in una clinica psichiatrica di Aversa, nel 1982. Tutto ha inizio con l'arrivo di un nuovo paziente - Dario Danise - che deve essere "studiato" per determinare se la sua malattia mentale sia reale o simulata. La sua spavalderia, l'irriverenza e lo spirito di ribellione verso le regole che disciplinano rigidamente la vita dei degenti, porterà scompiglio e disordine; ma allo stesso tempo la sua travolgente carica di umanità contagerà gli altri pazienti e cercherà di risvegliare in loro il diritto di esprimere liberamente le proprie emozioni e desideri.

I TEMI

La malattia, la diversità, la coercizione, la privazione della libertà sono temi centrali della messa in scena. Gassmann ne ha costruito una molto personale, ma al tempo stesso fedele alle intenzioni dell'originale. Il testo di Kesey è lo spunto per trarne una lezione di impegno civile, uno spietato atto di accusa contro i metodi di costrizione e imposizione adottati all'interno dei manicomi ma anche, e soprattutto, una straordinaria metafora sul rapporto tra individuo e potere costituito, sui meccanismi repressivi della società, sul condizionamento dell'uomo da parte di altri uomini.

"Nella riscrittura per il teatro di "Qualcuno volò sul nido del cuculo" - spiega Maurizio de Giovanni - mi sono basato sul romanzo di Kesey e sull'adattamento teatrale di Wasserman, non certo sul film che regge su una struttura ormai consolidata nell'immaginario collettivo, soprattutto in forza di un gigantesco Nicholson. Ho scelto di portare la narrazione di Kesey ad Aversa, in un manicomio giudiziario universalmente conosciuto come una piaga italiana, un inferno famoso come il Cottolengo di Torino. Nel libro di Kesey, così come nel mio testo, c'è anche il terrore del fuori. Personaggi che restano rinchiusi per una loro espressa volontà. Hanno paura, temono l'esterno, più di quanto l'esterno tema loro. Vengono comunemente definiti mostri, ma per loro il mostro è il mondo che si agita all'esterno delle quattro mura in cui sono costretti a vivere. È comunque una storia universale di sacrificio personale, di amicizia e di lotta per l'affermazione personale, contro le regole che appiattiscono".

"In tempi non sospetti - spiega Alessandro Gassmann - lessi il testo di Wasserman e più volte ho tentato di farne un lavoro per la scena, e raccontare una clinica psichiatrica in cui il nuovo arrivato trova una comunità umana cui dare coscienza e riscatto. Per il ruolo rivestito da Nicholson nel film di Forman, ho incontrato Daniele Russo, di cui m'ha lentamente convinto la vera forza dell'accento napoletano. La chiave sta qui. A uno scrittore come Maurizio de Giovanni, poi, ho suggerito un adattamento 'campano' che concernesse le sorti dell'ospedale di Aversa nel 1982. Spesso utilizzo proiezioni, per enfatizzare la realtà mista a sogno nelle visioni dei 'matti' e le tecniche di questo spettacolo sono un misto di video, musiche e luci. Ho manipolato qua e là il testo sulla base delle improvvisazioni degli attori, una mezza dozzina di pazienti di cui sono innamorato. Il protagonista che rivoluziona tutto è un mariuolo dei bassifondi, invischiato con la camorra, un ignorante che però ha una bella testa, uno che si sacrificherà per gli altri".

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