Martedì, 26 Ottobre 2021
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Dalle Fracchie alla processione delle Catene: il Venerdì Santo tra fede e folklore

Statue in processione, fuoco e catene. Il Venerdì Santo, nel triduo pasquale, è il giorno più ricco di riti e simboli. Ogni paese segue la sua tradizione: ecco quali

Statue in processione, fuoco e catene. Il Venerdì Santo, nel triduo pasquale, è il giorno più ricco di riti e simboli. Ogni paese segue la sua tradizione. A Foggia c’è la struggente Processione penitenziale che vede il suo momento più alto e suggestivo nell’incontro dell’Addolorata con la teca del Cristo deposto, evento che si ripete in tanti comuni della provincia, come da tradizione. Tra questi, anche San Nicandro Garganico, con l'antica Processione dei Misteri, e Cerignola.

A Foggia, per permettere ai cittadini di vivere appieno questa esperienza, è stata disposta la chiusura di alcune strade del centro (piazza De Santis, via Arpi, via Fuiani, Corso Garibaldi, piazza XX Settembre, Corso Cairoli e Corso Vittorio Emanuele), dalle 17 fino alla fine del rito e sono state modificate anche le corse dei mezzi pubblici dell’Ataf (qui tutte le info).

Tra gli eventi più “spettacolari” c’è l’accensione delle “fracchie”, a San Marco in Lamis: si tratta di tronchi di legno accatastati a formare dei grossi coni, vere e proprie torce infuocate, che illuminano la notte del Venerdì Santo attraversando le strade della cittadina garganica su carretti a due ruote.

A Vico Garganico, invece, si celebra la “Messa Pazza”, che vede una profonda partecipazione dei fedeli che partecipano con rumori e canti a squarciagola: è l'esternazione della disperazione per lo stravolgimento dell’ordine naturale del mondo, provocato dalla morte di Cristo.

Dolore e mestizia, invece, sottendono la processione penitenziale delle catene, in programma a Troia. A sfilare nel centro storico cittadino sono cinque figuranti incatenati e scalzi che percorrono le strade del centro trasportando fasci di catene legati alle caviglie. Sulle loro spalle, una pesante croce: il loro arrivo viene anticipato dal rumore delle catene, legate ai piedi nudi e dal battito della trocchiola. Per tradizione, i penitenti che partecipano al rito non possono sospendere nè interrompere la pratica prima che siano trascorsi cinque anni. Cinque, come il numero delle piaghe di Cristo.

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