Monteleone festeggia San Rocco, il santo taumaturgo e dei poveri: il programma

Il gran concerto di Enzo Avitabile e dei Bottari la sera del 16 agosto sarà l'evento clou dell'estate monteleonese 2015. Nel comune più alto della Puglia il 16 agosto, la terra del gusto, dei sapori, dell'aria perfetta ma fredda e ventilata, il giorno in cui nel 1327 morì Rocco di Montpellier, si riversano migliaia di fedeli per venerare il santo taumaturgo, che si fece povero per amore dei poveri.
Un culto che si perde nella notte dei tempi, probabilmente a partire dalla seconda metà del Cinquecento, nonostante nel tardo medioevo, queste terre sono state al centro di importanti conflitti religiosi e sono divenute luogo di ospitalità per tanti perseguitati in fuga a causa della propria fede religiosa. Non è un caso che le autorità ecclesiastiche spesso si lamentassero che queste contrade fossero infestate "da eretici ovvero valdesi".
Monteleone, obbligato punto di passaggio tra la Campania e le Puglie, in comunicazione con l'Abruzzo attraverso il vecchio tratturo, ha patito, proprio per la sua posizione che l'esponeva al contagio, numerose pestilenze. La più grave vi fu nel 561, quando era signore di Monteleone Cesare Gonzaga. Non fu facile il calcolo delle vittime dell'epidemia nera, tuttavia dal controllo del Catalogo dei Baroni, pur tra cifre lievemente oscillanti, pare che si possano fissare intorno a 300 le perdite delle vite umane.
La popolazione, in tanta sventura, si affidò alla protezione di San Rocco al quale gli scampati eressero, sul luogo dove erano stati sepolti i loro avi, una cappella; il luogo è lo stesso dove oggi si trova la cappella di San Rocco ricostruita dalle fondamenta nel XIX secolo. Il culto per il Santo, quindi, risale ad epoca antichissima e grandi erano gli onori a lui tributati. Monteleone il 16 agosto ha sempre festeggiato San Rocco con grande solennità e passione.
San Rocco ritorna, con le processioni, le luminarie, le sagre e i fuochi pirotecnici. La congiuntura economica sfavorevole stringe d'assedio le tasche dei cittadini e impone la rinuncia al superfluo. Ma per Monteleone la festa patronale è un rito irrinunciabile. La generosità dei devoti ha sempre giocato a favore della buona riuscita dei festeggiamenti. E in onore del santo un ricco cartellone di appuntamenti e di iniziative, una montagna di eventi, organizzati dal comitato feste patronali e dalla locale associazione turistica, in collaborazione con la parrocchia San Giovanni Battista, la società Mutuo Soccorso "San Rocco" e l'amministrazione comunale capeggiata dal sindaco Giovanni Campese.
I festeggiamenti sono entrati nel vivo lunedì 10 con il I^ percorso enogastronomico per le vie cittadine. Proseguiranno giovedì 13 con la XXVI^ del caciocavallo, cicatiell e acc', la sagra più antica del territorio, venerdì 14 con la presentazione del libro "Liotta e Morgione" scritto dal dott. Rodrigo Addorisio per colmare una lacuna storiografica narrando luoghi, vicende e artisti della cittadina subappenninica, per concludersi domenica 30 con la tappa della bici staffetta proveniente da Benevento.
Meritevoli di attenzione e da non perdere, è la mostra mercato di arti e mestieri della signora Angelina De Vitto giunta alla XI^ edizione, il viaggio musicale nel tempo con il maestro Rocco De Vitto docente di pianoforte presso il conservatorio Santa Cecilia il giorno 14 e la 1^ festa della pizza in programma mercoledì 19 agosto. Numerosi sono i pellegrini e i devoti che ogni anno il 16 agosto affluiscono a Monteleone da Orsara di Puglia. Nelle prime ore del mattino nelle vie cittadine si svolge l'antica fiera di San Rocco, metà di commercianti e di forestieri che confluiscono nel centro del comune più alto della Puglia per scambiarsi mercanzie di ogni genere. Il programma religioso, curato nei particolari, prevede nella mattinata la processione in onore del santo patrono.

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