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Dalla giuncata al pane di Monte Sant’Angelo: l’infinita bontà del Gargano

Una nuova puntata alla scoperta dei prodotti tipici di Capitanata. Ecco una nuova lista di tipicità del Gargano. Dalla giuncata al burrino, passando per la Salicornia

Secondo appuntamento con le tipicità del Gargano. Oggi abbiamo scelto di proporvi sei prodotti che, siamo certi, almeno una volta hanno presenziato nelle vostre tavole.

SALICORNIA DEL GARGANO – Si tratta di una pianta che cresce esclusivamente nelle terre garganiche. E’ una pianta simile all’asparago, in dialetto “savzòdd”. Come per il suo “parente”, la salicornia si può gustare sia sott’olio come contorno, sia come antipasto, e naturalmente come condimento per una gustosissima frittata. Pianta carica di iodio e bromo, che la rende utile anche come farmaco.

GIUNCATA – Il nome si deve ai canestri di giunco nei quali veniva deposto questo tipo di formaggio molto leggero ma non per questo meno saporito. Si ottiene dal latte vaccino, ovino, caprino o misto. Si pensa che già nel Medioevo fosse un pasto consumato dai pastori, ingrediente principale di gustose colazioni.

BURRINO – Questo formaggio è una testimonianza diretta in tema di conservazione degli alimenti. In antichità, quando frigorifero e congelatori erano due parole sconosciute, il burro veniva custodito all’interno di un “contenitore” di pasta filata, simile nella forma al noto caciocavallo, dove riusciva a conservarsi per diverso tempo. Una tradizione che si conserva ancora oggi.

FAVE DI CARPINO – Celebri per il sapore e le proprietà nutrizionali, garantite dal singolare terreno (argilloso e ricco di calcio) che ne favorisce la coltivazione. Buone da mangiare sia come primo piatto, che come accompagnamento a un secondo a base di carne. da alcuni anni ha ottenuto il presidio Slow Food.  

LIQUORE ALL’ALLORO – Il nome dice tutto: alcool puro, acqua bollita e zucchero. Per prepararlo bisogna seguire le stesse metodologie che si utilizzano per il limoncello. Il sapore ovviamente è diverso, ma come alternativo dopo cena, è consigliato. Occhio però a non esagerare.

PANE DI MONTE SANT’ANGELO – Si pensa che la sua storia risalga all’anno mille, quando venivano realizzate delle pagnotte imponenti, del peso di oltre cinque chili e del diametro di 80 centimetri, che venivano esposte fuori dalle botteghe. Elemento essenziale della tradizione montanara, garganica, della provincia di foggia e di tutta la Puglia. Pane buono, fragrante, che se ben conservato si può consumare tranquillamente anche per una settimana. E quando perde leggermente la sua freschezza, può essere sempre riutilizzato per una gustosa bruschetta, o come elemento essenziale del pancotto.

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