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“Le parole di Matteo Salvatore noi le dobbiamo ancora inventare”

Così si esprimeva Italo Calvino riguardo a Matteo Salvatore, compositore e cantante di musica popolare, oltre che interprete di canti tradizionali del Gargano.

Il Premio Matteo Salvatore, manifestazione nella quale numerose band competono tra loro attraverso la rielaborazione di pezzi importanti della discografia del cantautore pugliese, viene assegnato quest’anno il 4 settembre al Cine-Teatro Adriatico di Vieste.

PREMIO MATTEO SALVATORE | Era un uomo assolutamente fuori dal comune. Cantautore famoso, ha vissuto una giovinezza di miseria e di analfabetismo, riscattandosi poi con la dolcezza della sua chitarra e la forza poetica delle sue parole. Un riscatto accompagnato da mille straordinarie follie, poiché Matteo Salvatore era uomo che sfuggiva a ogni regola e a ogni legge, arguto e imprevedibile come ogni lazzarone, geniale e sregolato come un vero artista, ruffiano e incantatore come ogni uomo destinato al successo.

Matteo Salvatore, nato nel 1925 ad Apricena, paese di confine tra Gargano e Tavoliere, morto a Foggia il 27.08.2005, non ricorre esplicitamente ad alcuna tradizione: inventa un nuovo stile, staccandosi da qualunque passato e anticipando la generazione dei grandi cantautori italiani che riconoscono nel cantastorie pugliese il loro maestro.

Egli ha trovato parole di struggente poesia e ha suonato, anzi arpeggiato, la chitarra divinamente, componendo stupende melodie. Arte imparata da bambino da un mitico ultracentenario musicista cieco: un'arte, dunque, che gli arriva direttamente dall'Ottocento. Italo Calvino ha detto che le parole di Matteo Salvatore noi le dobbiamo ancora inventare. La poesia di Matteo non è solo moto dell'animo, ma, pur nella non conoscenza delle regole, è anche sapiente e raffinata capacità di piegare la sua lingua alle necessità del verseggiare, con genio, passione ed ironia.

LA MISSION DEL PREMIO | Riservato agli artisti che, per le loro composizioni, utilizzano il dialetto della terra di origine e ai musicisti che dedicano un lavoro alle ballate di Matteo Salvatore. Quindi, tenere alta la memoria di chi fu il cantastorie per eccellenza del meridione italiano, rappresentato all'estero con dischi e tournèe in paesi come Francia, Canada, Stati Uniti, Venezuela.     

IL PATROCINIO DEL CLUB TENCO | Sin dal suo esordio il Premio Salvatore ha ottenuto il patrocinio del Club Tenco Sanremo che ha subito intuito le potenzialità di un premio nel meridione italiano dedicato alla musica popolare e d'autore.

LE PRECEDENTI EDIZIONI | Nelle otto edizioni oltre alla musica, il premio Salvatore ha realizzato un Cd Live “adunata per un lamento” per RAI TRADE in cui gli artisti partecipanti hanno arrangiato brani tratti dallo storico album “il lamento dei mendicanti” (dischi del sole 1967), mostre fotografiche e documentari sempre ispirati o dedicati alla figura di Matteo Salvatore. Gli artisti che vi hanno partecipato: Eugenio Bennato e l'Arlesiana Chourus e l'orchestra sinfonica i Suoni del sud. Enzo del Re, cantastorie pugliese di Mola di Bari, Giorgio Conte, Afel Boucoum (griot africano), Otello Profazio, cantastorie calabrese, Teresa De Sio, Rosapaeda, Lucilla Galeazzi, Fausto Mesolella (avion Travel), Mimmo Epifani, Niccolò Fabi, Radio Dervish, Enzo Avitabile, Antonio Infantino, Daniele Sepe, Pietra Montecorvino, Folkabbestia, Umberto Sangiovanni e Daunia Orchestra e tanti altri.       

LA 9A EDIZIONE 2015 | A 10 anni dalla sua scomparsa la direzione artistica tenuta da Angelo Cavallo, biografo e produttore del cantastorie scomparso, chiama a raccolta i vecchi amici, già premiati, puntando non solo sulla musica ma sui luoghi che hanno segnato momenti importanti della vita dell'artista. Infatti l'edizione 2015 sarà svolta ad Apricena, paese natio, Vieste che ospitò l'artista per oltre 10 anni e Riccia (Cb) dove il maestro tenne uno dei suoi ultimi concerti prima della dipartita.

IL TEMA | Protagonista della 9a edizione la musica della posteggia e delle barberie. Fu così infatti che esordì Matteo Salvatore nei primi anni '50 nelle trattorie romane. E lì che fu scoperto dal regista del neorealismo italiano Giuseppe De Santis che lo invitò a partecipare al film “Uomini e lupi” con Yves Montand e Silvana Mangano.  Per l'occasione si esibiranno artisti che ancora oggi eseguono la musica della posteggia.

Che cosa è la posteggia.  E’ un complesso musicale ambulante o anche il luogo dove si  ferma a suonare un complesso musicale. La parola posteggia deriva, naturalmente, da “puosto” che è il luogo occupato da chi svolge un’attività che è rivolta al pubblico. I venditori ambulanti, ad esempio, occupano un posto fisso sulla pubblica via per cui è facile parlare di “ ‘o puosto d’ ‘o verdummaro” o di altri venditori. Oggi non è facile trovare un gruppo di quattro o cinque persone che suonano ed uno di loro canta, così come nella tradizione dei posteggiatori. Oggi, in genere, la posteggia è costituita da una sola persona che suona, di norma, la chitarra o il mandolino e, nel contempo, canta. A volte i posteggiatori sono due.
Qual è il luogo preferito dai posteggiatori? Naturalmente, i ristoranti o i caffè. Altro luogo di raccolta per musicisti nei paesi meridionali era la barberia. In questo luogo era facile imbattersi in duo o trio costituito da chitarra, mandolino e e fisarmonica che allietavano le pause del barbiere tra una barba ed un'altra.

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