Pio e Amedeo tornano a teatro con un nuovo show e annunciano: "Sogniamo uno spettacolo allo Zaccheria"

Ospiti di Linus e Nicola Savino in "Deejay chiama Italia" i due comici foggiani hanno parlato del nuovo spettacolo "La classe non è qua" che farà tappa anche all'Arena di Verona e al Teatro Antico di Taormina: "E per Foggia abbiamo in serbo qualcosa di grande"

Due spettacoli in altrettanti templi come l'Arena di Verona e il Teatro Antico di Taormina. Sono i prossimi impegni degli "Emigratis" Pio e Amedeo. "Il punto più basso per l'Italia" hanno commentato scherzando i due comici foggiani ospiti nella puntata di "Deejay chiama Italia", programma radiofonico condotto da Linus e Nicola Savino. 

Nel corso della puntata andata in onda lo scorso 11 settembre si è parlato di molte cose, dal grande successo riscosso nell'ultimo tour di "Tutto fa Broadway", passando per il nuovo spettacolo "La classe non è qua", in scena a Verona e Taormina, due appuntamenti che hanno il sapore della consacrazione e della dissacrazione: "Andiamo di pari passo con le vicende del nostro paese - ha commentato Pio D'Antini - e quindi, dopo la crisi di Governo noi dissacriamo questi posti incredibili". 

Non è mancato neppure un passaggio sugli altri personaggi foggiani impostisi nel mondo dello spettacolo: bersaglio dell'ironia della coppia foggiana alcuni mostri sacri come Renzo Arbore ("Anche se non è visto bene da tutti a Foggia, ma nemmeno a Napoli. Si è bruciato tutte e due le piazze) e Adriano Celentano ("È nato per sbaglio a Milano", ma è di Foggia). 

Anticipano qualcosa anche sul nuovo spettacolo, "una evoluzione di 'Tutto fa Broadway'. Ci siamo 'intrippati' sul concetto di patetico, un filone che sfruttiamo. Perché ci fanno sorridere le persone che approfittano del mezzo televisivo o dei social per un like o un facile consenso. Ne abbiamo per tutti, spaziando da Barbara D'Urso a Matteo Salvini". 

Una sorta di "conflitto" tra l'auspicata evoluzione di Pio dopo il successo di Sanremo e il pragmatismo di Amedeo ("Se la gente paga 80 euro è perché vuole sentire battute becere"). 

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Chiusura, immancabile, su Foggia e il Foggia calcio: "È un nervo scoperto. Lo scorso anno eravamo in B, adesso siamo ripartiti dalla D dopo il fallimento. Ma la gente allo stadio va sempre perché abbiamo una tifoseria da Serie A". E l'annuncio finale: "Abbiamo in serbo qualcosa di speciale per Foggia, magari uno spettacolo allo stadio".

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