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Dalla paposcia all’anguria. L’estate a tavola tipicamente made in Foggia

Quali sono i piatti che i foggiani mangiano di più d’estate? Ecco a voi una breve guida. Ce n’è per tutti i gusti

L’arrivo dell’estate suggerisce automaticamente il desiderio di consumare determinati piatti. Perché alcuni di questi si realizzano con prodotti stagionali, o perché legata al culto dello street food, o ancora perché si sposano con le esigenze di consumare un piatto fresco per trovare sollievo dalla calura. Pietanze buone per essere gustate seduti comodamente a tavola, o da consumare nel corso di una passeggiata. Di seguito, eccovi alimenti che si consumano soprattutto nel periodo estivo. Dai piatti più semplici e leggeri, a quelli più carichi di calorie, ce n’è per tutti i gusti e per tutti i palati. Voi quali preferite?

PAPOSCIA – Una specialità garganica (Vico del Gargano per la precisione) ma che ha preso rapidamente piede in tutta la provincia di Foggia. La sua genesi risale al 1500. Si potrebbe definire la paposcia una “figlia” del pane. Quando infatti l’impasto usato per il pane veniva tolto dalla madia, la parte di essa che restava attaccata non veniva butta, ma raccolta, allungata con le mani fino ad assumere una lunghezza massima di 30 centimetri, infarinata e infornata. La sua realizzazione serviva anche a testare la temperatura del forno, prima di inserire gli impasti per il pane. Dopo pochi minuti le paposce venivano ritirate, tagliate e metà e condite con un filo d’olio e formaggio fresco locale. Lo sdoganamento di questo piatto tipico garganico, ha dato l’assist a una serie di sperimentazioni e nell’impasto che nella farcitura. Prosciutto, salame, parmigiana, pomodoro, mozzarella, rucola. Ogni ingrediente è buono per rendere questo piatto ancora più succulento. Un tesoro così prezioso da meritare il presidio Slow Food.

ACQUASALE – Come per il pancotto, si tratta di un piatto povero, ma non per questo meno gustoso. Si deduce dal pane raffermo, che viene ammorbidito nell’acqua e condito con ingredienti freschi (il più comune è quello con sale, olio, pomodori a pezzi e una spruzzata di origano). Per chi è amante dei sapori più forti, è possibile aggiungere la cipolla, o magari strofinare uno spicchio d’aglio crudo. E’ considerato un antipasto, ma due fette di acqua sale robuste e ben condite sono in grado di sanare la fame e soddisfare i palati più esigenti.

GALLUCCIO – Ferragosto-galluccio a Foggia è un binomio inscindibile. Un piatto che si gusta durante la festa dell’Assunta. Il galletto è il protagonista assoluto nella realizzazione del primo (il ragù a base di gallo) che del secondo. Il galletto ripieno di uovo e mollica di pane, una poesia di sapori nel segno della tradizione.

CIAMMARUCHELLE – O piace o non piace, non c’è spazio per i compromessi. Né per il bon ton, dato che per mangiarle bisogna armarsi di stuzzicadenti per favorire la fuoriuscita della carne che poi si succhia. E’ un piatto tipicamente estivo: le lumache vengono raccolte nei campi coltivati dopo le piogge, lasciate a spurgare e lessate, prima di essere cucinate al sugo o con aglio e menta.

PANNOCCHIE – Parlare di piatto tipico forse è esagerato, fatto sta che la pannocchia (“u’pilanghill) è un alimento essenziale nelle tavole dei foggiani. La presenza di enormi calderoni agli angoli delle strade, ricolmi d’acqua dove affondano decine di pannocchie, è uno degli elementi che certifica inequivocabilmente l’arrivo della stagione estiva. Ma c’è anche chi quotidianamente fa il giro della città a bordo di un furgoncino con tanto di inconfondibile musichetta che ne preannuncia l’arrivo, invitando la città ad acquistare le pannocchie (con la classica offerta 3x2).

ANGURIA – Frutto gustoso, leggero e dissetante, perfetto per chi cerca un ristoro alternativo al gelato, nelle sere d’estate più afose e umide. L’anguria al ghiaccio di “Napoleone” è un must, un simbolo della foggianità. Dopo lo ‘sfratto’ da Corso Giannone, da alcuni anni la storica bancarella offre le sue rinfrescanti fette di anguria nel piazzale antistante la casa di riposo “Maria Grazia Barone”. 

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