Il dialetto ascolano alla ribalta nazionale grazie a Pasquale Mastracchio

Pasquale Mastracchio ottiene il secondo posto al Premio Nazionale ‘Salva la tua lingua locale’. Con il libro ‘Ascule… lu tiembe passate’

Pasquale Mastracchio

All’indomani della scomparsa del grande Umberto Eco, uno dei più illustri esponenti della letteratura italiana, siamo tornati a parlare di libri con l’ultimo scrittore foggiano premiato in un contest letterario di caratura nazionale. Pasquale Mastracchio, 52 anni, nativo di Ascoli Satriano ma residente a Roma da oltre un ventennio, è infatti reduce dalla kermesse del Premio Nazionale ‘Salva la tua lingua locale’ che lo scorso 22 gennaio, nella prestigiosa cornice della Sala della Protomoteca in Campidoglio a Roma, l’ha visto vincitore del secondo premio con il volume ‘Ascule… lu tiembe passate’ (Ed. Centro Grafico, Foggia) che descrive, in una nostalgica sequenza narrativa, personaggi, storie ed usanze che hanno animato Ascoli Satriano dal dopoguerra ai giorni nostri.

Mastracchio, piazzatosi sul secondo gradino del podio alle spalle del noto attore comico di Zelig Alessandro Fullin (autore del libro ‘Ritorno a Miramar’, scritto in dialetto triestino), ha infatti ottenuto il plauso della giuria presieduta dal celebre linguista Tullio De Mauro per aver prodotto un’opera letteraria, interamente in dialetto ascolano, che contribuisce ad evitare l’estinzione del grande patrimonio linguistico e culturale della Provincia di Foggia, realizzando in modo magistrale la finalità di salvaguardare e promuovere le lingue e le tradizioni locali.

Un riconoscimento arrivato a coronamento di una vita, quella dello scrittore ascolano, da sempre dedicata alla valorizzazione della storia e delle identità culturali (dialetti compresi) delle regioni d’Italia. Dirigente di Poste Italiane per professione e da tempo a capo dell’Associazione ‘Amici della Puglia’, Pasquale Mastracchio, infatti, presiede da quattro anni anche l’Unione Nazionale delle Associazioni Regionali (UNAR) che riunisce 40 associazioni corrispondenti alle comunità provinciali e regionali presenti a Roma, con lo scopo di valorizzarne e promuoverne storia e tradizioni.

“L’Italia è un paese ricco di culture locali, ognuna con le sue peculiarità linguistiche, gastronomiche e di costume ed è imprescindibile che queste culture vengano mantenute in vita e tramandate alle generazioni future, attraverso attività di ricerca e promozione” dichiara Mastracchio. “Al netto dei vantaggi che pure portano in dote, il progresso tecnologico e la globalizzazione non favoriscono la conservazione delle identità locali, spianando la strada ad un’omologazione culturale che, col passare del tempo, rischia di sotterrare le tipicità delle tante terre che, insieme, formano l’Italia.

E’ proprio per contribuire a scongiurare questa deriva” continua Mastracchio “che ho sempre profuso ogni energia per favorire iniziative volte alla valorizzazione delle tradizioni culturali, letterarie ed enogastronomiche di Ascoli Satriano, della Capitanata e della Puglia in generale”. Dopo il successo della sua opera prima, lo scrittore ascolano si è già rimesso al lavoro per dare alla luce un secondo lavoro editoriale dedicato al suo paese.

“L’idea è quella di realizzare un volume che possa passare in rassegna le biografie di tutti gli ascolani che si sono distinti nelle loro professioni e che hanno ottenuto riconoscimenti pubblici a livello nazionale ed internazionale. Alcuni di loro sono già molto famosi (Michele Placido ndr), altri molto meno: ho appena cominciato le ricerche e spero di poter riportare alla luce, sottraendole ad un probabile destino d’oblio, storie e personaggi legati ad Ascoli Satriano e, di riflesso, alla Capitanata.”

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