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Il Natale a Foggia, coro 'Arte Fare'

Il Natale a Foggia, coro 'Arte Fare'

Il Natale a Foggia, tra storia e tradizioni: quelle abitudini rimaste immutate

Il Natale al centro del convegno organizzato dall’Associazione Qualità della Vita. Miranda: “Le tradizioni sono le nostre radici”

Non c’è Natale senza le cartellate. Di tradizioni, usi e costumi se n’è parlato ieri durante il convegno organizzato dall’associazione ‘Qualità della Vita’ intitolato ‘Natale a Foggia, tra storia e tradizioni”. Si è parlato di gesti e consuetudini che si tramandano di generazione in generazione, di cibi e ricette delle nonne, di alberi e presepi, delle canzoni dei bisnonni e delle funzioni religiose.

Queste le parole di Luigi Miranda, presidente dell'AQV: "Le tradizioni sono la nostra essenza. Si parla molto della opportunità di evitare manifestazioni che possano escludere persone che arrivano da altre culture, pensando a chi toglie i crocifissi dalle aule scolastiche, vieta i presepi e i cori natalizi. Io penso sia un errore, un gravissimo errore. La convivenza e l’integrazione non  si costruiscono sottraendo, e poi dobbiamo essere fieri delle nostre origini e tradizioni cristiane, che dobbiamo difendere con orgoglio!"

Tra i relatori anche Raffaele de Seneen, Michele Sepalone ed Anna Palumbo che hanno rimarcato la bellezza del Natale a Foggia ponendo in luce le abitudini rimaste immutate. La serata condotta da Piero Russo si è conclusa con l'esecuzione di alcuni brani natalizi da parte del coro dell'associazione Arte Fare presieduta da Valentina delle Fave, che il prossimo 6 gennaio si esibiranno in un concerto di evangelizzazione dal titolo "Misericordiae Vultus".

Luigi Miranda ha concluso: "Le tradizioni sono le nostre radici. Siamo noi, il nostro sangue, la nostra cultura, la nostra identità, il nostro mondo. Un popolo senza tradizioni è un popolo privo di anima, un castello di sabbia destinato a venire spazzato dalla prima ondata del mare, dalla prima folata di vento. Un edificio senza fondamenta non solo non può resistere alle intemperie, ma non può nemmeno ergersi verso l’alto, verso il futuro perché è fragile, sempre in un equilibrio instabile"

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