Venerdì, 24 Settembre 2021
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Linguisti, giuristi e intellettuali a tutela del francoprovenzale sui Monti Dauni

La comunità scientifica internazionale si da' appuntamento a Faeto e Celle di San Vito e annuncia battaglia per scongiurare la scomparsa del francoprovenzale dalla scuola

E’ di questi giorni la notizia della mobilitazione dei genitori dei bambini della scuola di Faeto, facente parte dell’Istituto Comprensivo “A. Salandra” di Troia, al fine di garantire il diritto allo studio dei propri figli. I genitori lamentano carenza del personale docente e lamentano altresì la mancanza del corso di lingua francoprovenzale all’interno di un comune “isola linguistica”.

A sostegno della battaglia dei genitori si è mossa una folta comunità scientifica fatta di linguisti, giuristi e intellettuali di alto profilo, italiani, francesi, addirittura candidati al Nobel, con a capo il prof. Giovanni Agresti, Università degli Studi di Teramo (Direttore Centro studi sulla diversità linguistica) e Vice-Presidente Associazione LEM-Italia (Lingue d'Europa e del Mediterraneo) e Pierfranco Bruni, responsabile del 'Progetto Etnie', Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo.

Insieme a loro anche Renata De Rugeriis, Università degli Studi di Teramo e Presidente Associazione LEM-Italia; Denis Fadda, Presidente internazionale de La Renaissance française; Henri Giordan, Direttore di ricerca emerito al CNRS, Presidente del Forum des Langues de France; Danielle Londei, Università degli Studi di Bologna, Presidente dell'Associazione DORIF-Università (Centro di Documentazione e di Ricerca per la Didattica della Lingua Francese nell'Università Italiana); Christian Tremblay, Segretario dell'Observatoire Européen du Plurilinguisme; Joseph G. Turi, Segretario generale dell'Académie Internationale de Droit Linguistique, Montréal; Federico Vicario, Università di Udine, Responsabile del Gruppo di Studio sulle Politiche Linguistiche della Società di Linguistica Italiana.

Tutti firmatari di una lettera indirizzata alla dirigente scolastica, la professoressa Maria Michela Ciampi e,  che pone l’interesse sulla questione dell’insegnamento della lingua francoprovenzale di Faeto e Celle di San Vito, uniche isole linguistiche francoprovenzali del Sud Italia. “Gentile Dirigente – si legge dalla lettera - apprendiamo con stupore e preoccupazione la notizia che da alcuni mesi (dall'inizio dell'anno scolastico) la lingua francoprovenzale non è più insegnata nella scuola di Faeto da Lei diretta. Ci affrettiamo a scriverle per manifestarle da un canto il nostro disappunto e dall'altro la nostra disponibilità a individuare insieme con lei una soluzione che consenta di rimediare a questa grave, intollerabile situazione”.

A questo punto, i firmatari enunciano le motivazione della gravità della questione “di cui forse lei non misura pienamente la portata”: perché mette a rischio la sopravvivenza stessa di un eccezionale patrimonio culturale immateriale; perché priva le giovani generazioni di faetani e cellesi di un elemento fondamentale e caratterizzante la loro identità; perché priva le giovani generazioni di faetani (e cellesi) di una risorsa non solo culturale ma anche economica; perché è del tutto in contrasto con uno dei principi fondamentali della nostra Carta Costituzionale, che si incardina nell'articolo 6 («La Repubblica tutela con apposite norme le minoranza linguistiche») perché contrasta con la volontà delle famiglie; perché mette probabilmente a rischio la permanenza stessa della scuola nel piccolo comune di Faeto.

“E’ una situazione di una gravità straordinaria questa” – fa eco il sindaco di Faeto, avv. Antonio Melillo, che dal canto suo – annuncia la più ampia disponibilità ad individuare insieme con la scuola, le associazioni, il mondo del volontariato e la comunità scientifica una soluzione in grado di rimediare a questa grave, intollerabile situazione. Per questi e per altri motivi, - continuano i firmatari - gentile Dirigente, le chiediamo nell'interesse generale di porre rimedio sin dalla ripresa delle lezioni a inizio gennaio a questa incresciosa situazione.”

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