L’Hospice Don Uva omaggia i suoi pazienti: “Con loro un legame che va oltre la cura”

Oggi la cerimonia religiosa in ricordo di chi è stato ricoverato nella struttura per malati terminali di Foggia. Il primario Michele Totaro: “Ora attiviamoci per l’assistenza domiciliare”

Hospice Don Uva

Verrà celebrata oggi, con inizio alle ore 11, la messa in ricordo di tutti i pazienti curati ed assistiti nell’Hospice oncologico per malati terminali Don Uva di Foggia. La messa, ospitata nella cappellina dell’Hospice, sarà presieduta da don Rocco Giannetta, parroco della Madonna del Rosario di Foggia e concelebrata da don Rosario De Rosa, responsabile della pastorale sanitaria diocesana e cappellano dell’Ospedale Opera Don Uva del capoluogo dauno.

“Chi è stato ricoverato in Hospice è per noi più di un paziente – sottolinea don Rosario – Sono persone, anzi fratelli con i quali il rapporto non è stato e non sarà mai di semplice assistenza sanitaria, ma molto di più, rappresentando un legame personale che rimane intatto e che va oltre la cura”. Al momento religioso prenderanno parte i famigliari dei pazienti ospitati in Hospice, accolti dall’equipe medica, diretta da Michele Totaro, e dalla superiora Suor Chiara Mace con le suore della Congregazione delle Ancelle della Divina Provvidenza.

“Quando siamo partiti sette anni fa eravamo consapevoli di un autentico salto nel buio – afferma Michele Totaro, Direttore dell’Hospice Don Uva di Foggia, accreditato come uno dei migliori nuclei di cure palliative presenti sul territorio italiano – Non sapevamo cosa aspettarci, né come avrebbe risposto il territorio, anche se avevamo dalla nostra una convinzione ed una determinazione non comune. In sette anni abbiamo ospitato oltre mille e duecento pazienti ed oggi sappiamo di essere diventati un punto di riferimento imprescindibile, per l’intera provincia di Foggia, per i malati terminali e per i programmi di cure palliative”.

Michele Totaro, che dirige una equipe multidisciplinare nella quale operano infermiere professionali, oncologi, psicologhe, operatori socio sanitari, fisioterapiste, assistenti sociali, personale di cucina, reception e volontari, è anche coordinatore regionale della SICP, la Società Italiana di Cure Palliative “Il mio augurio è principalmente uno: che ai pazienti terminali possa essere assicurata l’efficacia della rete assistenziale. Cosa possibile solo avviando l’assistenza domiciliare per garantire al malato quel programma dedicato di intervento che una volta dimesso dall’hospice non potrebbe avere.

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Noi ci stiamo muovendo a grandi passi proprio per attivare l’assistenza domiciliare, per fare in modo che nella realtà domestica non venga meno il processo curativo e sia assicurata anche a casa la migliore qualità di vita possibile. E’ su questo fronte, infatti, che ora si stanno spendendo le energie più importanti ed è in questa direzione che va incanalato lo sforzo di quanti operano ed hanno a cuore i malati terminali e le cure palliative, in tutto il territorio della Daunia”.

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