Martedì, 19 Ottobre 2021
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Mario Caniglia, l’imprenditore agricolo ‘anti-pizzo’ porta a scuola il sapore della legalità

Mario Caniglia vive sotto scorta per la sua scelta di denunciare i propri estorsori, poi arrestati. La sua testimonianza al liceo ‘Volta’ di Foggia

Le sue arance hanno alcune caratteristiche speciali, come lui stesso dice: “la ‘vitamina G’ di giustizia, la ‘vitamina L’ di libertà”; ma, soprattutto, sono prodotte da un imprenditore che si è impegnato a non pagare il pizzo.

Mario Caniglia vive sotto scorta per la sua scelta di denunciare i propri estorsori, poi arrestati, ma non c’è un solo istante in cui abbia mostrato un rimpianto. La sua testimonianza arriva a Foggia, ed in particolar modo al Liceo scientifico “A. Volta”, che giovedì 17 marzo alle ore 10.30 ospita l’imprenditore di Scordia, un paese agricolo della provincia di Catania. La mafia gli aveva chiesto 500 milioni di vecchie lire, in quote da 20 milioni annue, come ‘tassa’ perché – dicevano – “a Scordia il pizzo lo pagano tutti”. Non avevano fatto i conti con Caniglia e la sua famiglia, capaci di ribellarsi e decisi a non scendere a patti con i mafiosi. Il suo racconto sarà protagonista del secondo incontro al Liceo foggiano dell’“Edificio della memoria”, il progetto sulla legalità nelle scuole, organizzato dalla cooperativa “I bambini di Truffaut”, in collaborazione con l’Associazione Nazionale Magistrati e l’Ordine degli avvocati.

Proprio i soggetti istituzionali, partner del progetto, partecipano all’incontro come relatori: il presidente della sottosezione foggiana dell’Associazione Nazionale Magistrati, Antonio Buccaro, magistrato in servizio al Tribunale di Foggia con funzioni di giudice per le indagini preliminari e Paola De Martino, Sostituto Procuratore della Repubblica. Ad aprire l’incontro, l’intervento del Dirigente scolastico dell’Istituto, Gabriella Grilli.

“La legalità, intesa fondamentalmente come rispetto delle regole - ha dichiarato il dirigente scolastico, Gabriella Grilli - è uno dei temi he ho particolarmente a cuore. La Scuola, infatti, quale luogo privilegiato dello sviluppo della conoscenza e dell’etica deve quotidianamente impegnarsi nel coltivare e far crescere tale cultura, investendo sui beni e sui valori. Solo così – ha concluso – potremo costruire insieme un futuro migliore”.

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