'The Early Ragtime', Marco Fumo protagonista al San Severo Winter Jazz

Sarà l'atteso, grande ed esclusivo evento del SAN SEVERO WINTER JAZZ FESTIVAL, VENERDI 16 MARZO al Caffè Tra Le Righe@Spazio Off in collaborazione con l'Associazione Amici Jazz San Severo.

Non si può parlare di Musica Jazz o ascoltare il suo vasto repertorio se non si conoscono le sue origini.
Infatti, nel 2017 il mondo jazz ha voluto ricordare la mitica figura del musicista e compositore statunitense Scott Joplin a cento anni dalla sua scomparsa (1 aprile 1917), il più famoso del genere ragtime, colui che ha definito questo tipo di musica, meritandosi così il soprannome di "King of Ragtime".

A tal proposito, per il penultimo appuntamento del San Severo WJF sarà di scena il grande pianista Marco Fumo che propone un accattivante programma emblematicamente intitolato: « Il Paradiso Perduto: Dalla Danza Cubana ad Harlem »

Marco Fumo è considerato uno dei migliori interpreti del repertorio pianistico afroaamericano, "extrajazz".

<< Il mio è un discorso dedicato al repertorio pianistico che nasce dalla commistione tra musica africana ed europea, con radici più lontane e praticamente sconosciute. Un arricchimento dal punto di vista strumentale, per me pianista di formazione accademica. Ho sempre pensato che il jazz non comincia con Charlie Parker, e che è solo una parte del contenitore più ampio che è la cultura afroamericana.
Il jazz è libertà, aperto a ogni globalizzazione, è la musica del futuro perché capace di inglobare tutto, laddove il ragtime è musica scritta per diventare colta >>.

<< Il ragtime rappresenta per me una specie di recupero di un paradiso perduto. Ho scelto quello delle origini per adattarmi in qualche modo agli ambiti "seri" della musica classica con cui mi sono formato per conseguire il diploma al Santa Cecilia. L'accostamento al ragtime all'inizio degli anni Ottanta è stato per me una sorta di scelta riparatrice rispetto a quello che avevo fatto sino ad allora e che non corrispondeva alla mia personalità musicale >>.

Dopo una prima parte di carriera dedicata alla musica classica, Marco Fumo è passato al Ragtime e a cui dedica il suo ultimo lavoro discografico “ The Early Ragtime” accompagnato dalle note di copertina a cura del musicologo e docente di Musica Jazz Stefano Zenni, autore dell’interessante libro: "Che razza di musica. Jazz, blues, soul e le trappole del colore" (EDT). Candidato ai Grammy Awards quale autore di note di copertina, è stato direttore artistico del Torino Jazz Festival, nonchè conduttore a RadioTre di trasmissioni quali MattinoTre, Il Terzo Anello, Body and Soul».

Il repertorio di Marco Fumo abbraccia circa un secolo di letteratura: dalle Danze Cubane di Saumell, Gottschalk e Cervantes fino a Gershwin e Duke Ellington, attraverso il piano stride di Harlem, quartiere nero di New York e altri vari compositori di Ragtime e di Stride Piano quali: Scott Joplin, Jelly Roll Morton, James Price Johnson, James Scott, Joseph Lamb, Waller, Jackson, Smith e tanti altri.

Il suo lavoro è perciò anche di grande interesse sotto il profilo storico, andando ad approfondire un repertorio che in parte è sconosciuto ai più, ma il cui "impatto sulla musica del Novecento è stato enorme: ha diffuso i ritmi bantu nei quattro angoli del mondo, con la mediazione dei ballerini Vernon e Irene Castle, ha scatenato una rivoluzione nella danza e nei costumi che porta dritto alle discoteche di oggi, ha acceso la fiamma da cui ha preso vita il jazz" (dalle note di copertina di Stefano Zenni).

Fumo si è occupato anche di musica da film, avendo collaborato professionalmente con Nino Rota ed Ennio Morricone con il quale ha avuto la fortuna di lavorare per circa un decennio.
Ha, inoltre, tenuto concerti nelle più importanti città italiane, in molti paesi Europei e negli Stati Uniti. Ha suonato sotto la direzione di Rota, Renzetti, Samale, Gaslini, Morricone, Schuller, Intra, Tommaso.

Ha insegnato Pianoforte nei Conservatori di Matera, Bari, Pescara, Udine e Castelfranco Veneto, dove ha concluso un'importante esperienza, unica in Italia ed in Europa, di un Biennio sperimentale di specializzazione in Letteratura Pianistica afroamericana; per alcuni anni inoltre ha insegnato anche ai Civici Corsi di Jazz di Milano presso l'Accademia Internazionale delle Arti.

Ha spesso collaborato e collabora con musicologi e giornalisti quali Marcello Piras, Stefano Zenni, Riccardo Scivales, Maurizio Franco, Franco Fayenz e Luca Bragalini con il quale ha ideato l’ultimo progetto su Ellington.

Negli ultimi anni ha suonato in duo pianistico con Hugo Aisemberg, Kenny Barron, Enrico Pieranunzi.
Dal febbraio del 2008 è vicepresidente della SIDMA (Società Italiana di Musicologia Afroamericana).

Un concerto assolutamente da non perdere per approfondire la conoscenza, la storia e le origini della Musica Jazz.

Antonio Tarantino
Dir. Art. San Severo WJF

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