Lucera si prepara per l'evento clou di “Corti in Opera”

Sabato 11 maggio alle 20.30 appuntamento con l’evento clou di “Corti in Opera”, il Festival di cortometraggi organizzato dal Cineteatro dell’Opera di Lucera con il sostegno della Regione Puglia e con il patrocinio di Apulia Film Commission, Provincia di Foggia e Comune di Lucera. La serata chiuderà la 2^ edizione dell’evento - partito l’8 maggio con le proiezioni dedicate alle scuole - che offre agli appassionati di cinema una rassegna di alcuni dei migliori cortometraggi di recente produzione. Tra gli short film che il pubblico potrà ammirare non mancheranno, naturalmente, opere realizzate da autori pugliesi o girate in Puglia.

Il pubblico potrà assistere alla proiezione di sei cortometraggi selezionati dalla direzione artistica: “Bao” di Domee Shi, “La gita” di Salvatore Allocca, “Il mondiale in piazza” di Vito Palmieri, “U Muschittieri” di Vito Palumbo, “Stai sereno” di Daniele Stocchi e “Vision with Ambition” di Luciano Toriello. La serata, presentata dalla giornalista Tatiana Bellizzi, sarà arricchita dagli interventi degli autori e dei protagonisti dei corti. Saranno presenti in sala i registi Salvatore Allocca, Vito Palumbo, Daniele Stocchi e Luciano Toriello. E poi Yussif Bamba e Prince Nani, protagonisti di “Vision with Ambition”, e Malich Cissè, attore de “Il mondiale in piazza”. “Corti in Opera” si concluderà con la degustazione “Capitanata Food&Wine”. L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti. La direzione artistica di “Corti in Opera” è a cura di Marco Torinello, la direzione organizzativa è affidata a Gianni Finizio. Sinossi dei cortometraggi “Bao” (2018) di Domee Shi. La storia è incentrata su una donna che sta soffrendo per la sindrome del nido vuoto e, all’improvviso, si ritrova madre di… un raviolo antropomorfo! “La gita” (2018) di Salvatore Allocca. All’età di 14 anni, Megalie, figlia di genitori immigrati dal Senegal ma nata e cresciuta in Italia, si trova di fronte al difficile compito di trovare un posto per se stessa nel mondo. Quando le verrà negata l’opportunità di partecipare a una gita scolastica all’estero, un’occasione irripetibile per lei di poter rivelare i propri sentimenti al suo compagno di classe Marco, quel posto nel mondo le sembrerà irraggiungibile. Ma lo sarà poi davvero? “Il mondiale in piazza” (2018) di Vito Palmieri Novembre 2017: la nazionale italiana non si qualifica al mondiale di calcio 2018.

Ci sono persone che non possono sopravvivere senza la Nazionale da tifare, ciondolano nelle piazze sentendosi inutili e senza uno scopo. Nel sud Italia, un gruppo di ragazzi non si scoraggia e decide di organizzare un mondiale parallelo, da giocarsi in piazza, tra l’Italia e le altre nazionali composte da immigrati. Ma alcuni sono nati in Italia, e si sentono italiani al cento percento. Allora come si fa? La soluzione è una: giocheranno due Italia. E vediamo chi vince. “U Muschittieri” (2018) di Vito Palumbo. Il piccolo Giovanni è impaurito dalla statuina del presepe che suo padre gli fa vedere il giorno prima dell’Immacolata. Una serie di eventi delittuosi nella città di Palermo fanno sì che la mente del bambino identifichi quella statuina nel mafioso don Tano Filippone, il mandante degli omicidi. Giovanni è sicuro: anche suo padre è in pericolo! Armato di spada di legno e pettorina da moschettiere, decide di combattere le sue paure per proteggere il padre. Giovanni, da grande, diventerà il magistrato Falcone. “Stai sereno” (2017) di Daniele Stocchi. Marco è senza lavoro da troppo tempo ed è ormai in preda allo sconforto. Un giorno decide di chiamare l’unica persona che potrebbe aiutarlo, suo fratello Andrea, trasferitosi da diverso tempo nel nord Italia. “Vision with ambition” (2018) di Luciano Toriello. Vivono nel “ghetto” di Borgo Mezzanone, in un centro per minori, nella periferia della città di Foggia; sono cresciuti su strade polverose, dove anche una lattina che rotola diventa pretesto per improvvisare una partita di calcio. Si chiamano Prince, Giovanni, Mohammed, Antonio e sono i figli di un’Italia multietnica, desiderosa di progettare un futuro di riscatto. Spronati e guidati da Mister Bamba - giovane allenatore di origini ghanesi - i ragazzi provano a mettere in piedi una “vera” squadra di calcio: il Real Mezzanone FC. Impareranno così, ancora prima che schemi e tattiche di gioco, l’importanza di coltivare con ambizione il proprio talento, qualsiasi esso sia.

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