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Arbëreshë e Francoprovenzale, due lingue nella Capitanata dei dialetti

Arbëreshë a Casalvecchio di Puglia, e Chieuti. Francoprovenzale a Celle di San Vito e a Faeto

Il carattere eterogeneo della Capitanata, si rispecchia nella diversità dei dialetti di ognuno dei 61 comuni che ne fanno parte. Certo, alcuni si somigliano molto, ma ognuno può vantare un’identità ben precisa che lo rende unico rispetto agli altri. Molte differenze esistono per esempio tra i dialetti dell’area garganica e quelli dei monti Dauni, a loro volta contaminati dalle influenze delle regioni confinanti (Molise e Campania), senza dimenticare i centri del Tavoliere.

Ma se per la lingua del “volgo” di Vieste, o quella di Cerignola, si può parlare di forme dialettali italiane, esistono alcuni comuni nella provincia di Foggia dove da secoli si custodiscono due lingue vere e proprie. Un autentico patrimonio culturale tramandato nei secoli. Per chi non lo sapesse, stiamo parlando dell’Arbëreshë, e del Francoprovenzale. Scopriamo la loro storia.

ARBËRESHË – Quella degli Arbëreshë, è una comunità proveniente dall’Albania, e da diverse zone della Grecia dove vivevano gli Arvaniti, popolazione di religione cristiana-ortodossa. Si stanziarono in Italia a partire dal 1400, per sfuggire all’invasione dell’Albania da parte dei Turchi. Guidati da Giorgio Castriota Skanderbeg, lottarono al fianco degli Aragonesi di Ferdinando I, nella guerra contro gli Angioini di Giovanni d’Angiò che aspirava al Regno di Napoli. Presto si stabilirono nell’attuale Casalvecchio, che furono costretti ad abbandonare a causa della distruzione di tutti i casali, ordinata dal Vicere di Napoli. Si spostarono nell’odierna Castelnuovo della Daunia, fino al 1571 quando alla comunità Arbëreshë fu riconosciuta l’autonomia. Tre anni dopo fu riedificato il vecchio Casale (inizialmente denominato Casalvecchio degli Albanesi). La comunità Arbëreshë si estese ben presto, stabilendosi anche a Chieuti, l’altro comune in Provincia di Foggia, dove si parla la lingua Arbëreshë. Non è solo la Capitanata a vantare la diffusione di questa lingua. Tracce di Arbëreshë sono fortemente radicate in Abruzzo, Molise, Campania (a Greci, centro al confine con la Capitanata, ndr), Puglia (a San Marzano di San Giuseppe in provincia di Taranto), Basilicata, Calabria (la regione è presente il maggior numero di comunità Arbëreshë) e Sicilia. Ciò che differenzia l’Arbëreshë dall’albanese odierno, è la purezza rimasta pressoché intatta da un punto di vista fonetico e morfosintattico rispetto a cinque secoli fa, quando ci fu l’esodo dall’Albania per sfuggire all’invasione dei Turchi, che hanno finito per influenzare pesantemente la lingua albanese. 

FRANCOPROVENZALE – Il comune di Celle di San Vito, oltre che per l’esiguo numero di abitanti che ne fa il centro più piccolo della Capitanata e della Puglia, si caratterizza anche per essere insieme a Faeto, l’unica minoranza Francoprovenzale in Puglia. Sebbene l’uso della lingua originaria della Francia alpina, si attesti intorno alla metà del XVI secolo, è più che probabile che la sua diffusione abbia avuto inizio ben prima, intorno al 1200 quando alcuni ex soldati angioini si stabilirono nel centro di Celle di San Vito, dove dei monaci avevano costruito un piccolo Eremo. Il francoprovenzale è stato per secoli la lingua dominante, tanto che fino a meno di trent’anni fa, la maggioranza dei cittadini di Celle e di Faeto parlava esclusivamente il provenzale. Con la legge 482 del 1999, lo Stato ha riconosciuto la tutela delle minoranze linguistiche presenti in Italia, incluso il Francoprovenzale. I due centri hanno pertanto istituito uno Sportello Linguistico (Faeto, nel 2003 e Celle San Vito nel 2010) avente come scopo principale il recupero del patrimonio linguistico, la sua promozione e valorizzazione. Nel corso degli anni sono stati organizzati incontri a tema, oltre a ricerche (in collaborazione con la Facoltà di Lettere dell’Università di Foggia) che hanno condotto alla pubblicazione di una brochure, di un libro e di un calendario in francoprovenzale. 

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