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Le celebrazioni di

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Don Luca, il prete che ha commosso i fedeli: dal tramonto all'alba porta la croce e l'Addolorata tra le vie deserte di Lesina

Suggestiva Via Crucis solitaria del parroco per le vie del comune lagunare. I fedeli pregano e si inginocchiano al passaggio del Crocifisso e della Madonna in un paese spettrale ma addobbato dai ceri e dai drappi del Venerdì Santo

Al tramonto, Don Luca porta in processione la Croce per le vie di Lesina, nel Giovedì Santo, intonando un canto della Settimana Santa, insieme a Primiano Augelli che lo segue a distanza. Esce dalla Parrocchia Maria Santissima Annunziata, la Cattedrale, e già l'immagine di lui sul sagrato nella piazza deserta è potente per i fedeli del posto che seguono il rito attraverso i social. Strada facendo, i fedeli assiepati sui balconi o sull'uscio, si inginocchiano al passaggio del Crocifisso. Scortato da una pattuglia della polizia municipale e da un mezzo della Protezione Civile, attraversa una Lesina spettrale, come tutte le città fantasma svuotate dalla pandemia. L'intera comunità, che proprio in questi giorni ha fatto i conti con il subdolo virus e il primo contagio, si stringe attorno a don Luca Di Domenico, che non ha mai lasciato soli i fedeli quando, suo malgrado, ha dovuto chiudere le porte come tutti. È il simbolo dei riti della Settimana Santa che resistono. 

Lacrime e preghiere dei fedeli accompagnano la toccante Via Crucis in solitaria del sacerdote. Passa tra ceri accesi e balconi addobbati con i drappi del Venerdì Santo. Nel centro storico concede qualche istante in più a 'zia' Nunzia, una delle più anziane parrocchiane, e sosta per l'adorazione. Lei, che soffre la mancanza della messa, sospira quando se ne va. Don Luca si infila nei vicoli, percorre chilometri fino alla periferia stringendo il Crocifisso. Rievoca, inevitabilmente, le processioni in epoche di pestilenza che invocavano il miracolo. Torna all'imbrunire e il giorno dopo si rimette in cammino. 

All'alba, questa volta munito di mascherina, conduce per le vie del paese il simulacro della Vergine Addolorata e commuove gli abitanti del paese che si specchia nel lago. È un'emozione forte per i lesinesi. C'è un popolo in processione connesso alle sei del mattino, quando WebLinea trasmette il momento di preghiera, e che supplica l'intercessione della Vergine affinché tutto passi in fretta e la strage s'interrompa. Il parroco affida la comunità alla Madonna, "in questo momento di grande sofferenza". Non ci sarà il fatidico incontro con il figlio, rito particolarmente suggestivo e sentito a Lesina, che si compie alla stessa ora, alle prime luci del giorno. Le mamme, però, non rinunceranno a fare indossare alle bambine il mantello e gli abiti scuri della Madonna e a vestire i maschietti come Gesù, secondo la tradizione del Venerdì Santo. A racchiudere in una frase il sentimento della comunità è Damiana: "La madonna che attraversa da sola il nostro paese stringe il cuore".

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