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"E' stato difficilissimo". I Senza Resa dopo il lockdown e l'amarezza del frontman Renzone: "Sarà un'estate dura"

Anche la musica e i musicisti hanno risentito dello stop totale del lockdown. Un'intera stagione cancellata e ora si cerca di ripartire. Ci racconta il suo punto di vista Antonio Renzone dei Senza Resa.

 

Concerti cancellati ed eventi annullati. A rimetterci sono gli artisti e tutto l'indotto. Uno stop dovuto, necessario ma che ha mandato al tappeto, o quasi, musicisti, cantanti e artisti dello spettacolo.

Tra questi, uno dei gruppi più conosciuti in Capitanata, i Senza Resa (cover band riconosciuta da Vasco Rossi) ha dovuto rinunciare a decine e decine di eventi. Ci racconta il suo stato d'animo, il frontman del gruppo, Antonio Renzone: "Durante il lockdown è stata un'esperienza difficilissima. Abituati a stare sempre in giro, ci siamo ritrovati a non poter uscire. Abbiamo avuto subito l'impressione che tutta la programmazione estiva fosse saltata completamente".

Oggi la ripartenza c'è ma è difficile. Renzone fa riferimento ai concerti che ogni anno organizzavano a San Salvo, con circa 10mila spettatori. Quest'anno, per il rispetto dell distanze di sicurezza, ne conterà massimo 406.

Ma Renzone non tarda a fare polemica sulle disparità che ci sono in giro, in termini di sicurezza sanitaria: piazze affollate, locali pieni di gente, manifestazioni in piazza, ma se c'è un concerto bisogna adottare le misure più restrittive per evitare il contagio.

Ciononostante i Senza Resa ripartono, lentamente, ma lo fanno con lo spirito di poter ritrovare le piazze affollate di un tempo, segno che il Covid-19 sia solo un brutto e lontano ricordo. 

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