La condizione della donna negli anni '30. Un incontro dedicato a Maria Albini

In Biblioteca l’otto marzo si festeggia con un incontro davvero singolare: nella sezione Fondi Speciali della Provinciale “La Magna Capitana”, alle ore 17.30, Michele Ferri, socio ordinario della Società di Storia Patria per la Puglia di Bari e del Centro di documentazione storica di Manfredonia, autore di monografie e vari saggi sulla storia dell’editoria e della tipografia in provincia di Foggia, terrà un incontro dal titolo La condizione della donna negli anni Trenta: Maria Albini, scrittrice meridionalista.

Verrà presentata al pubblico una figura di primo piano del Novecento, che Ferri ebbe modo di conoscere personalmente. Maria Albini nacque a Robbiate, piccolo centro della Brianza, il 29 settembre 1904 e morì a Parigi il 10 febbraio 1995. Degli anni della sua fanciullezza e dei rapporti con i suoi familiari (i genitori, il fratello Franco, la sorella Carla, una zia che viveva con loro) la scrittrice parla diffusamente nel suo primo libro autobiografico, La gibigianna, in cui ricostruisce il filo dei suoi ricordi a circa settant’anni di distanza.

Un estratto del saggio che Ferri ha dedicato a questo libro è disponibile in Biblioteca, dove è conservato anche il manifesto originale del film di Giorgio Pastina, tratto proprio dal libro.

Maria Brandon Albini lasciò l'Italia nel 1936 per vivere esule a Parigi, dove entrò in contatto con gli oppositori del regime fascista e nel 1937 iniziò a collaborare con La Voce degli Italiani, un quotidiano diretto in quel periodo da Giuseppe Di Vittorio. Tra il 1940 e  il '44 visse nel Sud della Francia (Lione, Marsiglia, Nizza) prendendo parte alla Resistenza accanto al marito, l'avvocato Pierre Brandon, esponente di primo piano del Comitato di Liberazione.

In occasione dell’otto marzo, Michele Ferri si soffermerà, in particolare, sull’attività giornalistica di Albini, intorno agli anni Trenta del Novecento. Gli articoli da lei scritti in quel periodo, infatti, sono tuttora citati da vari studiosi italiani e stranieri. Si tratta di pezzi caratterizzati da una dichiarata opposizione alle scelte del regime mussoliniano, specie per quanto riguarda la condizione della donna, l’educazione scolastica e la libertà della cultura.

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