Sabato, 31 Luglio 2021
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Apre il ‘Museo del Paleolitico di Grotta Paglicci’: dalla farina più antica al mondo al primo cane 'domestico', tutti i primati di Rignano Garganico

Il sindaco Luigi Di Fiore: "Questa inaugurazione deve essere il punto di partenza di un percorso che deve necessariamente coinvolgere ogni Ente e Istituzione che si occupa di archeologia, storia, cultura e turismo"

Grotta Paglicci

E’ tutto pronto per l’inaugurazione del ‘Museo del Paleolitico di Grotta Paglicci’, a Rignano Garganico. Ad annunciare l’appuntamento di domani, 9 luglio, alle 10.30, nella suggestiva location del Palazzo, sono il sindaco Luigi di Fiore e l’assessora al ramo Viviana Saponiere.

Il museo ci proietta all’interno del giacimento risalente al Paleolitico (inferiore, medio e superiore) ricco di graffiti, di rudimentali pitture parietali e impronte di mani. Inoltre, per la prima volta verranno esposti alcuni dei reperti archeologici originali. Il sito di Grotta Paglicci rappresenta uno dei siti di interesse archeologico di maggior rilievo in Italia e in Europa.

Durante le campagne di scavo eseguite a partire dagli anni ’60 da alcuni tra i più importanti archeologi in Italia e in Europa, tra cui il prof. Arturo Palma di Cesnola al quale fu conferita anche la cittadinanza onoraria di Rignano Garganico, sono stati rinvenuti oltre 45.000 reperti, tra cui una ricchissima industria litica e arte mobiliare, resti ossei di fauna e, tra i reperti di maggior rilevanza, due sepolture umane, la prima datata 24750 anni da oggi mentre la seconda 23000 anni da oggi, sotto ocra con notevoli acconciature ornamentali e corredi funebri, oltre ad altre ossa umane appartenenti al periodo Gravettiano ed Epigravettiano.

Ma la scoperta più sensazionale fu certamente quella di una serie di pitture, tra cui l’incantevole, celebre ‘Cavallo di Paglicci’, eseguite dai Paleolitici sulle pareti di una saletta lontana dall'imboccatura della grotta e accessibile attraverso un cunicolo dal soffitto assai basso. Mentre in Francia e nella regione cantabrica della Spagna esistono numerose grotte ricche di manifestazioni d’arte parietale, in Italia queste sono rarissime e Paglicci costituì il più antico esempio di pitture parietali rinvenute nell’intero stivale e rappresenta ancora oggi il più antico rinvenuto in Puglia.

Nel 2015, grazie ad uno studio condotto dall’Università di Firenze in collaborazione con l’Università di Siena, esaminando i residui vegetali intrappolati nei solchi di una macina rudimentale rinvenuta all’interno della grotta, sulla rivista dell’Accademia delle scienze degli Stati Uniti (“Pnas”) è stata resa nota la scoperta della farina (di avena) più antica del mondo, risalente a 32000 anni fa.

Nel settembre 2020 l’Università degli Studi di Siena, in cooperazione con altri prestigiosi enti nazionali e internazionali, ha pubblicato sulla celebre rivista “Scientific Reports” lo studio relativo al rinvenimento nella grotta dei resti del più antico cane ‘domestico’ vissuto in Italia e risalente ad un periodo compreso tra i 14.000 e i 20.000 anni fa. Insomma, un patrimonio di inestimabile valore, unico nel panorama italiano, finora, difficile individuare le motivazioni, quasi mai comparso tra le strategie di sviluppo e promozione turistico - territoriale.

“Riteniamo – spiegano sindaco e assessore in una nota stampa - che l’apertura del nuovo museo multimediale del Paleolitico di Grotta Paglicci debba essere solo un punto di partenza di un percorso che deve necessariamente coinvolgere ogni Ente e Istituzione che si occupa di archeologia, storia, cultura e turismo. Senza tralasciare, perché forse più importante di tutto il resto, le drammatiche condizioni in cui versa il sito archeologico, dichiarato inaccessibile nel 2018 a causa del pericolo di crollo del riparo esterno e nelle stanze interne”.

“In Spagna e in Francia, alle grotte paleolitiche di Altamira e Lascaux su tutte, ogni anno giungono milioni di visitatori da tutto il mondo, perché mai in Italia, in Puglia, a Rignano Garganico ciò non è possibile?”, si chiedono. “Questo evento, oltre ad essere una giornata di festa, contiamo possa essere anche un motivo di riflessione per tutti. Finalmente, ora, c’è la possibilità di iniziare un nuovo ciclo, remando tutti nella stessa direzione e con un unico obiettivo: restituire dignità a Grotta Paglicci e valorizzare una delle meraviglie archeologiche più importanti d’Italia”.

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