Apre una casa per padri separati: "Qui accoglienza e tutor per i rapporti con figli ed ex"

In corso Vittorio Emanuele, a Foggia, è stata inaugurata ieri "Casa Monsignor Farina". L'arcivescovo Vincenzo Pelvi: "Così il poco che siamo, messo nelle mani di Gesù, diventa abbondanza e grazia per molti"

L'inaugurazione della struttura

Inaugurata "Casa Monsignor Farina", una casa per i padri separati. E' quella che è stata inaugurata il primo dell'anno, a Foggia, in corso Vittorio Emanuele, con la benedizione di S.E. Mons. Vincenzo Pelvi, arcivescovo della diocesi di Foggia- Bovino.

L'edificio di due piani, che per molti anni è stata la Casa del Clero, ospita al primo piano i papà separati in via di riconciliazione, uomini che a seguito di tristi vicissitudini familiari, stanno diventando i "nuovi poveri". Da oggi essi potranno beneficiare gratuitamente di una soluzione di accoglienza ed anche del sostegno di una coppia tutor al fine di migliorare il proprio rapporto con il coniuge e con i figli.

Al secondo piano invece le stanze sono popolate da sei bambini, tutti con alle spalle storie difficili, ma ora amorevolmente accuditi da una coppia di coniugi affidatari: Angela e Samuele. Tra non molto la famiglia crescerà ancora, infatti si aspetta l'arrivo di altri tre bambini. Un intervento interamente basato sul senso della condivisione, quello dell'Arcivescovo Mons. Pelvi: "Il poco che siamo, messo nelle mani di Gesù diventa abbondanza e grazia per molti", sottolineando come proprio il condividere sia il segno tangibile della presenza di Dio nella nostra Chiesa.

Al momento della benedizione erano presenti: i sei bambini con la coppia affidataria, i quattro padri separati con la coppia tutor Alberto e Rosanna, don Rocco Scotellaro parroco della cattedrale di Foggia, don Tonino Tenace, parroco di Santo Spirito, le suore Figlie della Chiesa. "Questa è una casa che respira con due polmoni - ha affermato don Francesco Catalano, direttore della Caritas diocesana Foggia-Bovino nel suo discorso introduttivo, avendo al centro il tema della famiglia, spesso colpita dal cancro della divisione o della miseria.

"Non possiamo stare a guardare alla finestra il dramma delle divisioni o della violenza in famiglia, di cui spesso ne fanno le spese proprio i bambini, ma vogliamo avere il coraggio di essere operatori di pace". La realizzazione della struttura, che appartiene alla diocesi, è stata resa possibile grazie ai fondi CEI 8x1000, ed è stata ultimata grazie al contributo della Banca Popolare di Milano. I lavori sono durati più di un anno, e da ieri finalmente si comincia a scrivere il primo capitolo nella storia di questa nuova "Opera Segno", destinata ad accogliere tante storie a lieto fine.

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