"Il corpo", la collettiva d'arte a cura di Angelo Pantaleo e Anna Altamura

Martedì 16 aprile, alle ore 18.30, presso la sala Diomede del Museo Civico Foggia, in via Vincenzo Nigri,3. sarà inaugurata la collettiva d’arte a cura di Angelo Pantaleo e Anna Altamura, con il contributo critico di Gianfranco Piemontese e il patrocinio dell’assessorato alla cultura della città di Foggia.

Il corpo nell’Arte: dalle Veneri alla Body Art
Una fenomenologia del corpo umano nell’Arte ha una sua specificità che travalica il preistorico approccio ad esso con scopi propiziatori, per approdare a quella stupenda stagione che nel mondo mediterraneo ha creato i Kouros e le Korai.
Quel mondo che ha avuto nella Grecia arcaica e classica le forme dell’Arte plastica che hanno tradotto in metallo fuso i corpi tonici dei Guerrieri di Riace ed in marmo la Venere di Milo, con buona pace delle negazioni e avversioni verso di esse sancite dalle avanguardie artistiche del ‘900.


Come dire il Corpo e l’Arte, sono una cosa sola. Su questo assioma il mondo greco ha fatto lezione a quanti sono stati a contatto con esso o che siano stati conquistati da esso. Permettetemi una citazione di un poeta latino che possiamo annoverare al mondo Dauno, visto che Orazio era nativo di Venosa.


Una epistola che così recita:
“ GRECIA CAPTA FERUM VICTOREM CEPIT ET ARTES INTULIT AGRESTI LATIO”.
La traduzione esplicitamente ci dice che i Romani andarono per conquistare i Greci ma furono conquistati dalla loro Arte, tanto da portarla nell’agreste Lazio. Da allora ad oggi, i rapporti tra corpo e arti visive hanno vissuto stagioni alterne. Ed in questa mostra abbiamo un’ulteriore conferma di come esso sia poi la sintesi della perfezione che la Natura produce.
Corpi femminili alternati a quelli maschili, nella storia dell’Arte a noi più prossima, le creazioni artistiche si sono sbizzarrite tra la scultura e la pittura, con esempi che poi sono diventati icone dell’arte ma anche dell’anatomia umana. Un elenco minimo essenziale di queste opere va fatto, in omaggio alle artiste e artisti che oggi qui partecipano con lavori che rimettono al centro un elemento qual è il corpo umano simbolo di perfezione, cosa che era alla stessa base dell’antropizzazione delle divinità greche.
Dalle piccole Veneri, quella di Willendorf sopra tutte, ai due Kouros di Delfi, ai proporzionati lavori di Policleto alla Menade danzante di Skopas, alle fanciulle delle Panatenee del Partenone al gruppo del Donario dei Galati. Arrivando alla Nike di Samotracia e alla sua sensualità di pietra. Ma necessità di tempo ci inducono a salti temporali per cui le immagini del corpo umano vestito o nudo li ritroviamo nei mosaici ravennati e nella scultura e decorazione plastica Romanica, Gotica, Rinascimentale e Barocca. I corpi quasi sgraziati del Romanico che via via si evolvono nelle linee contorte ma più alte e definite del gotico per un ritorno al classico nei secoli del Rinascimento. Due secoli dove la riproposizione del classico unito al pensiero umanistico hanno riconfermato come il filo rosso del rapporto corpo ed espressione artistica non si sia mai interrotto.
Una presenza del corpo in quel periodo artistico che è stato il Barocco nato dalla controriforma e che si caratterizzerà in raffigurazioni plastiche e pittoriche dove il corpo femminile e maschile acquisterà ruoli di prim’ordine, basti pensare a titolo di esempio la produzione berniniana e del marmo che diventa carne viva del Ratto di Proserpina piuttosto che dell’ Estasi di Santa Teresa.
La naturale conseguenza in pittura l’abbiamo vista in Michelangelo prima e in Caravaggio poi. Il primo regalandoci corpi femminili e maschili dipinti che assumevano l’aspetto statuario, e d'altronde non poteva essere altrimenti visto che Michelangelo era prima di tutto scultore. Il secondo ha dipinto i corpi semplici di donne e uomini di strada ascesi a modelli per rappresentare santi e madonne, regalandoci la grazie di volti belli e intensi, in abiti coprenti corpi macilenti.
Testo di Gianfranco Piemontese.

Artist: Ida Carlone, Fabio Casiero, Monica Carbosiero, Lucia Castucci, Aurora Cirillo, Alessandro Cupaiolo, Alfonso Galluzzo, Maddalena Gatta, Rosanna Giampaolo, Pino Lauria, Nicola Loviento, Nelli Maffia, Roberta Morelli, Giuseppe Petrilli, Gianfranco Piemontese, Lucia Pompa, Paola Ricucci, Pietro Ricucci, Sergio Rubini, Concetta Russo, Giuseppe Santamaria, Danilo Scopece, Ubaldo Urbano, Vieri Sorrentino, Elettra Vinelli.

Curators: Angelo Pantaleo – Anna Altamura
Info: Sala Diomede – Museo Civico di Foggia
Piazza Vincenzo Nigri, 3
Dalle 9.00 alle ore 13.00
Il martedì e giovedì
Dalle ore 16.00 alle ore 19.00
Inaugurazione ore 18.30

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