‘Leggo quIndi Sono’: Giulio Cavalli incontra gli studenti di Foggia e provincia

“Mi chiamo Carlo Gatti e sono nato con un buco. Quel buco sono io. Settant’anni spesi a rimanere in bilico tra un dubbio e la possibilità di scioglierlo per accorgersi che in quella terra di mezzo ci ho costruito la mia casa”. Ecco il terzo romanzo dei cinque selezionati nel concorso-progetto Leggo QuIndi Sono-Le giovani parole 2018, rivolto agli oltre 500 studenti di Foggia e provincia. A scriverlo, un attore, scrittore, regista e politico piuttosto noto, Giulio Cavalli, voce importante in ambito culturale, sociale e giornalistico: il suo Santamamma (Fandango Libri, 2017) è al centro di una intensa due-giorni di incontri con i lettori e con le scuole di Capitanata. Un mini tour che comincia giovedì 8 marzo all’Istituto foggiano B. Pascal (ore 11.15) per poi proseguire, dopo il consueto appuntamento con il gruppo di lettura della Casa Circondariale di Foggia (progetto Lib(e)ri dentro realizzato dal CSV Foggia), nel Teatro della Scuola P. Giannone di San Marco in Lamis (ore 18): due emozionanti immersioni tra i giovani lettori per Giulio Cavalli e per i personaggi della sua storia straordinaria. L’indomani poi, altro bagno di studenti al Liceo C. Poerio di Foggia (ore 10.30) e, infine, alle ore 19.30, un appuntamento diverso dal solito ma in linea con gli obiettivi dell’associazione Leggo QuIndi Sono, mirati a portare i libri e la cultura anche nei contesti più difficili: l’autore lombardo, infatti, sarà al centro di un dibattito organizzato presso la Comunità Parrocchiale della Chiesa della Sacra Famiglia di Foggia, dove si rifletterà sulle tematiche legate al suo libro in riferimento alle difficili situazioni vissute dalle periferie italiane.

La manifestazione è realizzata in collaborazione con la libreria Ubik e gode del sostegno della Fondazione Monti Uniti e dei patrocini degli assessorati alla Cultura e alla Pubblica Istruzione del Comune di Foggia, oltre che dell’Ufficio Scolastico Provinciale.

Santamamma (Fandango Libri, 2017; pagine 131). Carlo Gatti è nato con un buco. Figlio di madre certa e padre incerto, spende i suoi settant’anni coltivando un potente lato poetico che lo mette al riparo dall’impossibilità di conoscere le proprie origini, che si nascondono tutte pasticciate su un foglio lercio passato di faldone in faldone dai tribunali dei minori fino al cassetto della donna che lo ha adottato. Figlio unico in una famiglia che si era rassegnata sulla possibilità di diventare genitori, Carlo cresce amato e coccolato a Tarrazza, un piccolo paese in provincia di Lodi. A parte avere un’infanzia che inizia a tre anni e mezzo, perché prima di allora non ha nessuna foto che lo incornici neonato, la sua condizione di bambino diverso, adottato, la indossa come un vestito spiegazzato, senza strappi; non ricorda nemmeno il momento in cui non sapeva di avere una madre prima e una madre poi. Giovane e promettente pianista classico, abbandona la carriera musicale per fare il clown in uno sgangherato circo a conduzione famigliare. Diventa, suo malgrado, un eroe nazionale e vive la sua improvvisa notorietà come un lavoro noioso e routinario. La sua vita verrà sconvolta dalla scoperta di avere un fratello, adottato come lui. La felicità e il dolore dell’incontro sono la colla che tappa il buco, la terra che lo riempie almeno fino a metà. Il sapere di aver sofferto in due, allo stesso modo, permetterà di dare un nome a quel passato sbianchettato, perché il “sangue del mio sangue” torni a significare qualcosa, anche solo una voglia matta di tornare a casa. Giulio Cavalli ha scritto un romanzo che è diventato la sua casa.

Giulio Cavalli. Autore, drammaturgo, regista, attore e giornalista, ha collaborato e collabora con testate importanti quali Left, Fanpage, L’Espresso e Il Fatto Quotidiano. Ha scritto spettacoli teatrali importanti e vinto premi in ambito culturale. Per le sue inchieste giornalistiche contro la criminalità organizzata, in particolar modo contro la ‘ndrangheta, ha vissuto sotto scorta per un lungo periodo di tempo.

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