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“Brutti, sporchi e cattivi” di Valentini alla Fondazione Banca del Monte

Editorialista del quotidiano La Repubblica, l’autore barese nel suo libro prende spunto da un vecchio film di Ettore Scola. Presente il presidente della Fondazione, l’avv. Francesco Andretta

Si è svolta ieri presso la sala Rosa del Vento della Fondazione Banca del Monte Siniscalco Ceci, la presentazione del libro di Giovanni Valentini “Brutti Sporchi e Cattivi”, moderata da Enrico Ciccarelli. Da rimarcare il merito della Fondazione e del suo Presidente avv. Francesco Andretta, che è riuscito a portare la presentazione del Libro di Valentini a Foggia, prima di qualsiasi altra città d’Italia.

Valentini, editorialista del quotidiano La Repubblica, prende spunto da un vecchio film di Ettore Scola, che mette in risalto la condizione di una famiglia di pugliesi alla periferia di Roma, per discutere sulla questione meridionale. Il giornalista parte da una domanda. Che Italia sarebbe senza Meridione? Senza un terzo dei suoi abitanti, senza un quarto di PIL, senza lo straordinario patrimonio artistico e culturale del Sud? Non è nemmeno pensabile considerare il nostro Paese senza Sud, come vorrebbero alcune parti politiche.

Se da un lato il barese Valentini riconosce secoli di abusi, ruberie e privazioni perpetrate ai danni del Meridione, dall’ altro lato punta l’indice sui vizi e sulle debolezze endemiche del nostro Stivale, che a Sud trovano terreno fertilissimo, oggi come ieri. L’eco sempre più diffuso di un revanchismo storico, di un Sud perennemente bistrattato non può funzionare, è improduttivo ma anche pericoloso pensare a un Leghismo del Sud. Mentre si scambiava  l’aiuto di Stato per il consenso politico, tra gli anni  50 e gli anni 90 arrivavano  al Sud investimenti per 213 miliardi di euro.

Mai come oggi la questione del Mezzogiorno è una questione cruciale della fantomatica ripresa del nostro Paese, l’Italia non si salva se non si salva il Sud. Ripartire è possibile ma ora bisogna farlo con le nostre forze, ci dice Valentini nel suo libro, puntando alle infinite risorse di cui il Sud dispone, ambiente, paesaggio, turismo.

Perché la nostra Regione propone un unico modello di turismo, quello da secchiello e paletta? Un capitale paesaggistico come il nostro , valorizzato per due mesi l’anno è un patrimonio inutilizzato. Per ripartire occorre dare finalmente centralità al ruolo della donna, che da sempre, oggi come ieri, è il soggetto più svantaggiato del nostro territorio. Brutti Sporchi e Cattivi cita un esempio positivo: il Polo industriale di Nola, col Cis, l’Interporto e il Vulcano Buono, centro commerciale costruito da Renzo Piano.  Un esempio di come il Mezzogiorno può arrivare a essere un modello in Europa.

 

 

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