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Tornano le 'Giornate FAI per le scuole': studenti apprendisti Ciceroni anche in Capitanata

Dal 20 al 25 novembre gli studenti accompagneranno i loro coetanei alla riscoperta di luoghi da loro selezionati e aperti grazie al FAI

Tornano le ‘Giornate FAI per le scuole’, manifestazione che da dodici anni – sulla falsariga delle Giornate FAI di primavera e d’autunno – vede protagonisti come apprendisti Ciceroni gli studenti che accompagnano i loro coetanei alla riscoperta di luoghi da loro selezionati e aperti grazie al FAI. L’appuntamento di quest’anno è dal 20 al 25 novembre e in tutta Italia saranno circa duecento fra chiese, palazzi, parchi e giardini storici, monumenti e istituzioni ad aprire le porte.

In occasione dell’evento verrà lanciata una nuova edizione del contest online #latuaideagreen: gli studenti potranno scegliere l’opera di street art che ritengono più significativa per riflettere sul tema del paesaggio e la sua salvaguardia e potranno vincere una bici pieghevole.

Tra i beni aperti in Puglia ce ne saranno diversi in Capitanata. A Foggia, grazie agli apprendisti Ciceroni del Liceo ‘Lanza-Perugini’, sarà possibile visitare la Chiesa dell’Annunziata. L'attuale edificio adiacente alla cattedrale è frutto di varie fasi costruttive. Una prima cappella era nata nel XV sec. come sede della confraternita della SS. Annunziata, priva di accesso autonomo, ed era unita alla collegiata di Santa Maria. L'attuale facciata è stata realizzata nei primi anni del XX sec. su progetto dell'architetto Carlo Celentani Ungaro in stile neomedievale. L'interno è a navata unica con copertura a botte unghiata, le pareti laterali ospitano vari altari in pietra con statue lignee e dipinti. L'altare maggiore in marmo è stato realizzato su disegno di Orazio Solimena nella bottega di Pasquale Cartolano e Pasquale Sebastiano tra 1765 e 1766. La chiesa, dopo essere rimasta chiusa al culto negli ultimi decenni del XX sec., è stata per breve tempo sede di un Museo Diocesano, all'inizio del XXI sec., per essere definitivamente riconsacrata.

A Lucera gli studenti del Convitto nazionale ‘Ruggero Bonghi’ saranno le guide della Cappella di San Bartolomeo. Il Convento di San Bartolomeo dei Padri Celestini risale al XIV secolo, quando nacque l'Ordine monastico in onore di Papa Celestino V. Nello stesso periodo venne costruita la Cappella per volere di Giovanni Pipino da Barletta per un voto in seguito alla strage dei Saraceni. Nel tempo il patrimonio dei Padri Celestini si arricchì di proprietà e beni, che nel 1807 il Re Giuseppe Napoleone utilizzò come patrimonio per il nascente Convitto. Con decreto reale nel 1807, quindi, il re scelse Napoli e Lucera come sede dei nuovi luoghi di formazione giovanile. Sempre nello stesso anno i Padri Celestini, in seguito alla soppressione degli organi monastici, furono allontanati e il Real Collegio venne affidato il 22 dicembre sempre del 1807 a un rettore, un vicerettore e un economo per gestire la cospicua dotazione. Più tardi nel 1854 il Collegio passò nelle mani dei Padri Gesuiti, che vi rimasero fino al 1860 riuscendo ad ampliare e migliorare l'intero edificio. Fu intitolato prima a C.A. Broggia e poi definitivamente dedicato a R. Bonghi. La Cappella di San Bartolomeo oggi conserva alcuni degli arredi che un tempo la abbellirono: gli altari, le tele, il monumento funebre. I documenti dell'archivio storico del Convitto raccontano la ricchezza della Cappella del XIX secolo (esposizione di documenti), di Celestino V e delle due guerre mondiali.

Ad Ascoli Satriano, gli apprendisti Ciceroni della sede staccata del Liceo ‘Lanza Perugini’ di Foggia, sede Ascoli Satriano, accompagneranno i ragazzi alla scoperta del polo museale e della Tomba di Cammeo. Il Museo Civico di Ascoli Satriano è, insieme al Museo Diocesano, parte integrante del Polo Museale cittadino, ospitato nel Monastero di Santa Maria del Popolo. La sua apertura si è resa necessaria per ospitare in un luogo dignitoso la ricca collezione archeologica di vasellame, decorazioni tombali e reperti di vario tipo provenienti dal centro daunio di Ausculum, l'antico abitato preromano sulle cui ceneri sorge Ascoli Satriano. Il Museo Civico si trova a piano terra, dove è possibile ammirare la mostra archeologica ‘Lo spreco necessario, il lusso nelle tombe di Ascoli Satriano’ che intende evidenziare gli aspetti qualitativi e quantitativi del lusso nella dimensione funeraria del centro daunio di Ausculum con reperti provenienti dagli scavi archeologici condotti in circa un cinquantennio di ricerche nel territorio. Da ammirare la statua di Apollo in stile arcaistico (prima metà del II secolo d.C.), la statua del Bambino Cacciatore, la sala dei mosaici di villa Faragola, l'Elmo di epoca Daunia (IV secolo a.C.) e la mostra permanente ‘Policromie del sublime’ con il gruppo marmoreo dei Marmi policromi (seconda metà del IV secolo a.C.).

A Rodi Garganico, con i ragazzi dell’Istituto di Istruzione Secondaria Superiore ‘Mauro Del Giudice’, si potrà visitare la Chiesa di San Nicola di Myra. Chiesa madre della città, segna il confine settentrionale dell'antico borgo marinaro. In seguito ai violenti terremoti che colpirono l'area garganica nel XVII secolo, l'antica parrocchia del SS Crocifisso era stata dichiarata inagibile; per questo motivo, la cittadina garganica si ritrovò nella necessità di costruire una nuova chiesa, scegliendo, questa volta, un posto più sicuro da un punto di vista sismico. Si scelse la zona pianeggiante che segnava, a quei tempi, il confine settentrionale del centro abitato tra la porta principale (attualmente Piazza Garibaldi) e i due archi del tramonto (attualmente Piazza Rovelli). I lavori di costruzione ebbero inizio nel 1680.

Infine a San Severo gli apprendisti Ciceroni dell’Istituto Tecnico Economico Statale ‘Fraccacreta’ accompagneranno i giovani visitatori alla riscoperta del Teatro comunale ‘Giuseppe Verdi’. Erede del Teatro Real Borbone, una struttura da oltre quattrocento posti inaugurata nel 1819 e chiusa nel 1927, il Teatro Comunale del Littorio (questa fu la sua prima denominazione) venne costruito su progetto di Cesare Bazzani e rientra a pieno titolo nella politica di grandi opere perseguita dal regime fascista. I lavori, iniziati nel 1929, terminarono nel 1936. Gli eleganti e imponenti prospetti esterni, di chiaro stile neoclassico, s'imposero prepotentemente su corso Garibaldi (la facciata) e sul Giro Esterno (il fianco sinistro), divenendo immediatamente un importante punto di riferimento per la città.

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