Gli studenti abbracciano la famiglia Luciani. Daniela Marcone: “Il 21 marzo dobbiamo esserci tutti”

Mafia, vittime, memoria e ruolo dell’associazionismo tra i temi affrontati durante l’incontro, molto partecipato. Una nuova tappa nel cammino verso il 21 marzo, giornata nazionale della Legalità a Foggia

Grande partecipazione, lo scorso 18 dicembre, per l’incontro organizzato dagli istituti scolastici ‘Giannone’, ‘De Carolis-San Giovanni Bosco’ e ‘Balilla-Compagnone-Rignano’ di San Marco in Lamis in collaborazione con Libera e CSV Foggia. Circa 500 studenti hanno abbracciato, con attenzione e partecipazione, la famiglia Luciani, presente nell’auditorium del “Giannone”.

L’incontro, incentrato sul tema della memoria, ha rappresentato una delle tappe che porteranno al 21 marzo, Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, che nel 2018 si terrà a Foggia. Mantenere vivo il ricordo delle vittime di mafia è uno dei compiti di Libera, che con Sasy Spinelli, coordinatore provinciale e Daniela Marcone, vicepresidente nazionale ha illustrato il significato del 21 marzo e “l’importanza di essere ed esserci tutti, uniti, con forza”.

Daniela Marcone, figlia di Francesco, ha descritto la tristezza e la solitudine nella quale la sua famiglia è piombata dopo l’uccisione di suo padre. Ha parlato ai ragazzi della “rabbia di ritrovarsi senza padre, soltanto perché faceva il suo dovere, perchè non ha avuto paura, perché ha denunciato la mafia”. Ha gridato “la gioia e la forza di non fermarsi al rimpianto e di agire attivamente per la lotta alle mafie e nel ricordo delle vittime innocenti”.

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La sala gremita di giovani ha poi ascoltato, in silenzio, l’intervento toccante di Arcangela Petrucci, moglie di Luigi Luciani, barbaramente ucciso insieme al fratello Aurelio, il 9 agosto scorso. “Erano persone semplici, appassionate del proprio lavoro, attaccate alla propria terra e alla propria famiglia. Questo Natale non saranno con noi e purtroppo non saranno mai più con noi”, ha detto. Poi, rivolgendosi ai ragazzi presenti in sala: “Mio figlio ha un anno e mezzo e il figlio di mia cognata ha poco più di un mese. Io mi auguro che voi, ragazzi, fra quindici anni, possiate essere i testimoni di quello che è successo e spiegare voi, ai nostri figli, la bellezza dell’essere giusti, onesti lavoratori”. “Non voltate lo sguardo, non abbiate timore di denunciare, state attenti ai vostri compagni di classe, gridate con l’esempio la legalità, siate uniti. Uniti si vince”. Questa la sintesi degli ulteriori inteventi dei dirigenti scolastici e del sindaco Michele Merla.

Il lavoro di rete delle associazioni è stato al centro dell’intervento del referente del CSV Foggia, Ludovico Delle Vergini, che ha evidenziato la fondamentale differenza tra le organizzazioni di volontariato e le organizzazioni mafiose: le prime lavorano per gli “altri”, per il bene comune e di conseguenza ne traggono beneficio personale; le seconde si organizzano per il proprio bene, facendo del male agli “altri” e al bene comune.

Ha chiuso gli interventi Maria Del Mastro, parente delle vittime Luciani e insegnante, con una lettera aperta ai ragazzi. “Per noi famiglia è importante coltivare il ricordo personale, per la comunità è importante riconoscerne la memoria se veramente ci riteniamo umani. Se non saremo in grado di coltivare la memoria – ha sottolineato - non saremo capaci di capire ciò che siamo perché quello che siamo noi oggi e che sarete domani voi ragazzi  sta  nella capacità   di opporsi all'asservimento dell' ignoranza.  Portare alla luce la dignità di chi ci ha preceduto è  per tutti noi un dovere morale”.

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