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Foto di Roberto D'Agostino

Foto di Roberto D'Agostino

Gli alunni sammarchesi tirano la volata alle fracchie, quel fuoco che unisce e accoglie

Presentato ieri a San Marco in Lamis il progetto dell'Istituto Comprensivo 'Balilla-Compagnone-Rignano', 'Le fracchie, quel fuoco che unisce e accoglie'. La manifestazione si svolgerà venerdì 25 marzo

La provincia di Foggia è regina incontrastata della Settimana Santa. In quasi tutti i comuni – specialmente il Venerdì Santo - si svolgono riti e processioni. Tra le varie manifestazioni spicca la suggestiva processione delle fracchie a San Marco in Lamis, enormi fiaccole coniche realizzate con legno di castagno e quercia, montate orizzontalmente su ruote in ferro, accese e trainate a partire dal calar del sole per illuminare il percorso della Vergine Addolorata che gira per le strade cittadine alla ricerca del figlio (iconograficamente rappresenta il dolore universale di tutti i genitori che come lei hanno subito la perdita di un figlio).

In quasi tutti i quartieri della città, all’incirca un mese prima dell’evento, i cosiddetti ‘fracchisti’ si riuniscono in comitive per costruirle. A turno – per evitare dispetti e sabotaggi - trascorrono all’aperto le notti che anticipano l’evento. Nel giorno della processione - antica tradizione che si tramanda di generazione in generazione e che ogni anno chiama a sé numerosi curiosi, fedeli e turisti - la comunità sammarchese acquisisce un forte senso di identità, di appartenenza e di aggregazione.

Da quest’anno le fracchie hanno una marcia in più, grazie al progetto che ha coinvolto gli alunni delle quarte C e D dell’Istituto Comprensivo ‘Balilla-Compagnone-Rignano’, “di far conoscere, conservare e perpetuare nel tempo la più bella e antica tradizione". Nei panni di giornalisti in erba, i ragazzi sono andati alla scoperta delle fonti sulle origini delle fracchie, hanno incontrato i maestri fracchisti, le associazioni, i comitati, le confraternite, la Pro Loco, l’Amministrazione Comunale e vari enti.

Con il maestro Matteo Nardella ne hanno costruita una “per immergersi realmente nell’atmosfera che si respira in quei giorni, vivendo la fatica del lavoro manuale, l’allegria dello stare insieme e la soddisfazione di vedere realizzata la propria fracchia”. Per saperne di più c’è una pagina Facebook e un importante contenitore on line (www.lefracchie.it), ricco di notizie, informazioni, foto e video.

Il progetto ‘Le Fracchie, il fuoco che unisce e accoglie’ - presentato ieri pomeriggio dagli alunni stessi nella sala dell’auditorium della biblioteca comunale – è dedicato alla memoria di Gabriele Tardio, scout, tecnico agricolo, storico locale, francescano secolare, scrittore, poeta, pellegrino e instancabile ricercatore sulle fracchie, sulle quali ha lasciato una importante eredità di scritti e studi, prodigandosi, unitamente a Nicola Maria Spagnoli e altri, per il riconoscimento di questa tradizione come bene culturale immateriale dell’umanità presso l’Unesco.

Sintesi della fede e della cultura, consultando il sito si potrà leggere ad esempio che all’inizio del 1800 le fracchie erano di piccole dimensioni e venivano portate a braccio o appoggiate sulle spalle. Il primo esemplare montato su due ruote risale invece al 1925. Il termine è di incerta etimologia: potrebbe derivare da ‘facula’, ‘frascis’ o ‘fractus’. Inoltre, fine ultimo del progetto, è anche quello di contribuire alla volata della fracchia alla conquista del premio Laurus, coronamento del percorso di ‘Meraviglia italiana’. Quest'anno l'appuntamento con la fede, la tradizione e la cultura è il 25 marzo.

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