Il foggiano Roberto De Nittis vince il Top Jazz 2019: premiato come miglior nuovo talento italiano

Il premio giunge dopo la pubblicazione dell’album d’esordio di De Nittis, Dada, avvenuta a settembre dello scorso anno per Caligola

Roberto De Nittis ha vinto il Top Jazz 2019 nella categoria “Nuovo Talento Italiano”. Il Top Jazz è il referendum della critica organizzato ogni anno dalla storica rivista Musica Jazz. Il premio giunge dopo la pubblicazione dell’album d’esordio di De Nittis, Dada, avvenuta a settembre dello scorso anno per Caligola.

“Dada” è una processione allegorica in cui il leader si è divertito a combinare stili e generi musicali  diversi  attraverso la timbricità di giocattoli e micro-strumenti. È un’illustrazione degli studi e delle esperienze di vita sonora che caratterizzano l’essenza di De Nittis.  E’ la sintesi fra una spiritualità apollinea ed una spiritualità dionisiaca.

In esso convergono musiche originali per micro-strumenti, rielaborazioni timbriche di capisaldi della musica classica, jazz anni 20 e musica moderna. Dada è un gioco, il gioco dei contrari; quel gioco in cui le forze del caos sostituiscono l’ordine costituito.

La scoperta di diventare “papà” e la conoscenza di Sé, attraverso il percorso creativo, ha evidenziato l’incertezza del passaggio evolutivo in essere ed il bisogno di consapevolezza e del senso di soddisfacimento intrinseco in esso.

Dada è un termine internazionale nonché un suono “universale” del linguaggio che richiama il mondo dell’infanzia dove si dà inizio all’esplorazione della vita; l’alchimia della sperimentazione porta a mondi sorprendenti in cui si incontrano esseri umani tanto diversi quanto simili, in cui si rischia di impersonare personaggi che si barricano dietro una cravatta, per sembrare qualcosa che son poco. Il senso del non senso, con il negus Menelik II d’Etiopia dalla lingua assai pungente, si prodiga verso il punto cruciale del linguaggio dadaista; qui le parole lasciano spazio ai suoni vocali degli Oneiroi: Morfeo, Fobetore e Fantaso, gli dei del sonno. Il no sense dell’ordine sociale viene puntualmente rovesciato nella trasgressione delle regole precostituite per dar nuova luce a ciò che risulta passato ma che rimbomba nel presente: Istanbul is not Costantinople come la vecchia New York una volta era New Amsterdam. Ed è tutto un Ambaradam che dadaisticamente prende sul serio la risata di una guerra coloniale insensata. L’alchimista si risveglia in una calda Russia che Russia non è, accompagnato da una menade danzante, una delle fanciulle invasate seguaci del dio Dioniso, con cui celebra il culto mistico in cerimonie estasiche e danze forsennate.

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