Compie 100 anni, Orsara la festeggia. Nonna Concetta: "Ho lo stomaco buono"

Nata il 4 dicembre 1914, giovedì compirà un secolo di vita. Il segreto della sua longevità? "Ho lo stomaco buono, mangiare mi fa star bene"

La centeneria Concetta Narducci

Compirà 100 anni, giovedì 4 dicembre, la signora Concetta Immacolata Narducci. Li festeggerà nell’aula consiliare del Comune di Orsara, dalle ore 12, con una piccola ma significativa cerimonia e una festa alla quale parteciperanno i suoi cari, il sindaco Tommaso Lecce e, idealmente, un’intera comunità.

La signora Concetta è nata nel 1914, vedova dal 1991. Ha quattro figli, 10 nipoti e 9 pronipoti. Cresciuta in una famiglia contadina, la nuova centenaria orsarese ha lavorato fin da piccola in campagna. Si è sposata nel 1937, quando aveva poco meno di 23 anni. Ha dovuto sopportare la partenza del marito prima come soldato, poi da emigrante in Francia, Stati Uniti e, infine, in Svizzera, dove anche lei ha vissuto per quasi tre anni.

A chi le chiede come sta, risponde semplicemente: “Ho lo stomaco buono, mangiare mi fa star bene”. Oltre alla signora Concetta, che compirà un secolo di vita giovedì 4 dicembre, sono altre due le centenarie orsaresi. Il compleanno sarà celebrato con un mazzo di fiori, una targa ricordo, una pergamena e una bella torta.

“Quella di giovedì – ha detto il sindaco Tommaso Lecce – sarà una bella occasione per celebrare i valori più profondi della nostra comunità. Vogliamo rendere il giusto omaggio a una donna che ha lavorato per tanti anni, superando enormi difficoltà. I suoi 100 anni sono una lezione importante, perché costituiscono la testimonianza piena e vissuta di un percorso dentro la storia e i valori della nostra gente”.

“Concetta Immacolata Narducci non ha avuto una vita facile, ma non si è mai abbattuta. Il Comune di Orsara ha deciso di celebrare questa giornata perché crediamo che i nostri anziani siano un patrimonio importante di umanità e di valori. La loro storia ci insegna molte cose: la capacità di fare sacrifici, l’umiltà di fare sempre il proprio dovere, la forza che i legami con i nostri familiari riescono a trasmetterci. E’ una lezione importante soprattutto per i nostri giovani che oggi, anche se in modo diverso dal secondo dopoguerra, si ritrovano a vivere un periodo di grandi difficoltà economiche e lavorative”.

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