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Un thriller tutto foggiano, è "La Lupa" dell'ex questore Silvis: "Qui lo Stato si è svegliato troppo tardi"

Presentato ieri all'Auditorium Santa Chiara il nuovo romanzo di Piernicola Silvis, sequel di "Formicae"

 

Renzo Bruni e Diego Pastore sono tornati. Già protagonisti di Formicae (SEM, 2016), saranno loro a tenere col fiato sospeso il lettore, in un susseguirsi di omicidi, colpi di scena e visioni distopiche calate, ancora una volta, nella terra dolente di Capitanata. E’ La Lupa, nuovo thriller nato dalla penna di Piernicola Silvis, ex Questore di Foggia ed oggi scrittore a tempo pieno, che al suo pubblico offre il sequel del suo precedente romanzo, rivelando una Capitanata noir, dilaniata dalle mafie e dal sangue, ma anche splendente nella sua bellezza e nel suoi volti carichi di vita e di dignità. Ieri, nell’Auditorium Santa Chiara, una sala gremita, Silvis ha presentato in anteprima nazionale la sua ultima creatura, prima di partire per un minitour che lo porterà in giro per la Puglia. A conversare con lui, la giornalista di FoggiaToday Giovanna Greco. L’attore e regista Pierluigi Bevilacqua, direttore artistico della Piccola Compagnia Impertinente, ha letto alcuni brani ispirati all’opera, mentre Fabio Silvis, al piano, e Angelo De Cosimo, alla viola, hanno eseguito brevi intervalli musicali, opportunamente selezionati.

La Lupa (SEM, 4 ottobre 2018). Diego Pastore, il serial killer dei bambini che abbiamo conosciuto nel precedente thriller di Piernicola Silvis, Formicae, al contrario di quanto si credeva, non è morto. Ferito gravemente, è ricoverato nell’ospedale di San Giovanni Rotondo, da dove, con una clamorosa azione paramilitare, viene prelevato dagli uomini del clan di Sonia Di Gennaro, moglie di un carismatico boss mafioso del Gargano. Renzo Bruni inizia un’implacabile caccia all’evaso, senza immaginare, però, che nel frattempo Diego Pastore si è affiliato al clan che ne ha organizzato l’evasione, diventandone prima il sanguinario sicario e poi l’aspirante capo. Fra gli efferati omicidi di una guerra fra clan e le sporche intromissioni di una politica deviata, Bruni ingaggia una lotta all’ultimo sangue con Pastore, un serial killer messosi al servizio della quarta mafia, la più sanguinaria.

 Per quanto la storia sia il frutto della fervida fantasia dello scrittore, nel romanzo si rivelano, passo dopo passo, tematiche di stretta attualità: dal grido di dolore lanciato più volte da Silvis Questore all’indirizzo di Roma a tenere alta l’attenzione sulla Capitanata, alla necessità di rafforzarne gli uomini, alla disattenzione dei media, che ha consentito in qualche modo alle mafie foggiane di proliferare nel silenzio. “La Lupa” diventa così il tentativo dell’autore di tornare a veicolare messaggi forti per la sua terra, scegliendo un formula, quella del romanzo, decisamente più penetrante e foriera di riflessioni, rispetto a quelle istituzionali utilizzate nel passato.

“La Lupa” (SEM, 2018) sarà in libreria dal 4 ottobre.

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