L'ospedale ricorda Costanzo Cascavilla, il medico del pronto soccorso con lo zainetto e la passione per la fotografia

Costanzo Cascavilla lavorava da 12 anni presso l'ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo, dove dal 21 al 26 dicembre verrà allestita una mostra con le sue foto scattate durante i suoi viaggi

Costanzo Cascavilla

A poco più di un mese dalla morte di Costanzo Cascavilla, il medico d'urgenza dell'Unità di Pronto Soccorso-Accettazione di Casa Sollievo della Sofferenza deceduto a causa di una malattia, l'ospedale lo ricorderà allestendo una mostra fotografica lungo il corridoio d'ingresso alla Cappella Maggiore del terzo piano dell'opsedale, dal 21 al 26 dicembre. Dal giorno successivo - giorno in cui avrebbe compiuto 54 anni - la personale del compianto medico, verrà esposta nel chiostro comunale di San Giovanni Rotondo fino al 31 dicembre.

Zainetto sulle spalle "e quel meraviglioso sorriso accattivante", Cascavilla era in servizio nell'ospedale di San Pio da 12 anni. "Era colto, competente e coraggioso, amato e rispettato dai compagni di lavoro" ha spiegato il suo primario Giuseppe Di Pumpo a Casa Sollievo della Sofferenza. "Era un uomo dolce, aveva un grande cuore dove non vi era posto per rancore, invidia e ipocrisia. Con la sua disarmante schiettezza ha reso allegri tanti momenti e mitigato il dolore nelle occasioni spiacevoli. Era uno di noi e la sua assenza in prima linea ci pesa come un macigno[...]. L’enorme patrimonio che ci ha lasciato non andrà perso".

Sulla pagina facebook dell'ospedale di San Giovanni Rotondo si legge che "in questo patrimonio ci sono anche migliaia di fotografie che Costanzo ha scattato in giro per il mondo, nei suoi lunghi viaggi. Amava la fotografia e soprattutto amava viaggiare per farla: Cina, India, Papa Nuova Guinea, Tibet, Pakistan, Etiopia, Paraguay, Bolivia, Australia, sono solo alcune delle sue mete. Fotografava volti e persone, paesaggi, costumi e tradizioni. Preferiva il bianco e nero, e annotava appunti di viaggio che, puntualmente, al ritorno pubblicava sul suo sito internet".

La luce accomunava entrambe le sue passioni, per la medicina e per la fotografia. "Quella che rende un’immagine perfetta e indimenticabile. E quella che brilla negli occhi dei pazienti quando riusciamo ad alleviare le loro sofferenze".

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