Corti di Capitanata: galà lirico prima del gran finale

Giovedì 18 presso il Chiostro di Santa Chiara con l’Orchestra Sinfonica. In programma anche un omaggio a Giordano con l’Interludio di Fedora

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

Galà lirico - orchestrale per il penultimo appuntamento della rassegna Musica nelle Corti di Capitanata, organizzata dal Conservatorio “Umberto Giordano” di Foggia. Quasi in chiusura di questa fortunata XXIII edizione, giovedì 18 luglio presso il Chiostro di Santa Chiara, andrà in scena un concerto caratterizzato dalla cosiddetta francité del programma, che propone alcuni brani legati all’eterogeneo mondo operistico francese dell’Ottocento. Ad esibirsi l’Orchestra Sinfonica del Conservatorio “Umberto Giordano” e le voci di Kinga Krajenik (soprano), Monica Paciolla (soprano), Michela Rago (mezzosoprano), Maria Arcangela Tenace (mezzosoprano) e del baritono Emanuel Gatta.

A dirigere i Maestri Michele Gravino, Mario Ieffa, Irma Lusuriello e Giovanni Rinaldi. Il concerto si apre con la celebre ouverture del Guillaume Tell di Rossini, che sintetizza i temi romantici della trama. Poi si passa ai brani di Offenbach, che riportano alla drammaturgia musicale più leggera e satirica dell’opéra-comique e dell’operetta: tre pezzi derivano da Les contes d’Hoffmann; l’aria Piff, paff, puff e il duetto della Mosca sono tratti rispettivamente dalle operette La grand-duchesse de Gerolstein e l’Orphée aux Enfers; l’aria dell’Ubriaca deriva dall’opera comica La Périchole. A partire da questo humus culturale è stata concepita anche l’opéra-comique francese più celebre di tutti i tempi, la Carmen di Georges Bizet, qui omaggiata in chiave strumentale con il Prelude iniziale della Suite arrangiata da Ernest Guiraud. L’intento dissacratore della borghesia trova un legame anche con l’Intermezzo della Cavalleria rusticana di Mascagni.

La “francesità” dei due brani di Leoncavallo è invece ravvisabile nel contesto di attività del compositore e nel soggetto delle opere da cui sono tratti: il Valzer di Musetta da La Bohème e la nota aria di Zazà dall’omonima opera. Un salto riporterà gli ascoltatori al terzo dei Vier Letzte Lieder (“Quattro ultimi canti”) di Richard Strauss, un Lied su una poesia di Hermann Hesse. Chiude questo florilegio l’Interludio di Fedora di Umberto Giordano (1898), opera su libretto di Arturo Colautti, ispirato all’omonimo dramma francese, particolarmente apprezzato dal compositore per l’interpretazione della celebre attrice parigina Sarah Bernhardt. Ultimo concerto in programma venerdì 19 con l’attesissimo Coro polifonico di Ruda e la serata di gala con il Premio “Corti di Capitanata”. Ingresso libero dalle 20.30, inizio concerto alle 21.

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