Biondo chi? Il cantante si offende e "salta" la tappa di Lucera: "Insultato dal sindaco"

Polemiche tra il rapper lanciato da “Amici di Maria De Filippi” e il sindaco Tutolo, che con un post ironico aveva smentito l’esistenza di una trattativa per il concerto del 16 agosto. Il manager del cantante: “Affermazione volgare che lancia un brutto segnale”

C’è un ‘caso Biondo’ a Lucera? Sembrerebbe di sì, almeno stando allo scambio di battute (velenose) che il sindaco di Lucera e il rapper romano, al secolo Simone Baldasseroni, (uno dei tanti cantanti usciti dalla scuola di Amici) avvenuto nella giornata di ieri.

Tutto è cominciato con un post su Facebook pubblicato sabato scorso dal primo cittadino Antonio Tutolo, in risposta alle indiscrezioni sull’ospite musicale del 16 agosto, in occasione della tre giorni di festa patronale in onore di Santa Maria Patrona: “Leggo di un certo “biondo” che verrebbe a Lucera il 16 agosto… l’unica cosa che mi viene in mente con questo nome è … il bello (lapsus, in realtà sarebbe “il Buono”, ndr), il brutto e il cattivo, quando il cattivo dice al biondo “Biondo lo sai di chi sei figlio tu?... Di una grandissima….. Tana…. Naaaaaa nana na…. “

Un post che, nelle intenzioni di Tutolo, voleva essere ironico, ma che ha finito per stizzire l’entourage del giovane rapper. “Il sindaco di Lucera mi ha lasciato una bella recensione sul suo profilo Facebook”, il commento di Biondo che nel mostrare lo screenshot del post di Tutolo ha poi annunciato l’annullamento del concerto, proseguendo l’attacco al primo cittadino: “Abbiate rispetto per chi lavora e impiega tempo e amore nel fare ciò che fa, che sia un cantante, un professore o un qualsiasi altro mestiere. Non è tutto facile come sembra, né per noi né per voi. Dietro ogni creazione c’è impegno, passione e spesso anche tante paranoie. Essere personaggi pubblici non dà diritto di offendere gratuitamente la nostra persona, in particolare se ricopri una carica così importante per il tuo paese. Siamo umani, persone normali e sensibili come voi”.

E infine: “Mi dispiace per le persone che non potranno assistere al mio live show a Lucera, non dipende da voi. Ovviamente queste storie non sono riferite al mio pubblico”.

Sul caso, però, è giunta la replica ufficiale del Comune di Lucera, che ha smentito non solo la programmazione del concerto, ma l’esistenza stessa di una trattativa: “Con riferimento ai recenti articoli pubblicati dagli organi di stampa in merito al possibile concerto dell’artista “Biondo” del 16 agosto 2019, l’Amministrazione precisa quanto segue: sia il Comune di Lucera che il Comitato Feste Patronali Lucera 2019 non hanno mai contattato il cantante Biondo o il suo manager per impegnarlo nella data del 16 agosto 2019. Inoltre, anche gli uffici comunali non hanno mai ricevuto alcuna richiesta da Associazioni o Agenzie private per le dovute autorizzazioni o comunicazioni riguardanti la sicurezza sul concerto in riferimento. Ci chiediamo, pertanto, come abbia fatto Biondo ad annullare un concerto che nessuno gli ha mai commissionato”. 

“A chi fa finta di non aver compreso la mia citazione del film, per smentire una notizia falsa senza voler offendere nessuno e buttare anche questo in politica, dico una cosa semplice: la mia ignoranza su quel genere musicale la ammetto, ma è curabile. Sono la stupidità e l’invidia a non esserlo”, ha rincarato Tutolo in un post successivo.

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Sulla querelle è intervenuto anche il manager del cantante, Alex Petroni: “Questa persona ha dato del figlio di puttana a Simone, oltre a essere una affermazione poco elegante, è quanto mai inopportuna visto che viene da un rappresentante delle istituzioni. Lascia un brutto messaggio verso i ragazzi che vogliono esprimersi danzando, recitando o cantando come nel caso di Simone accanto al quale sono ormai da tre anni. Posso garantire che Simone è una persona educata e umile, che ascolta e impara moltissimo, chi ha avuto a che fare con lui personalmente e professionalmente, sanno di che cosa parlo. È nostro dovere, mio dovere, dare delle opportunità a questi ragazzi, proteggendoli dal riscontro col pubblico, dal successo che va e viene. È necessario che interveniamo quando un rappresentante delle istituzioni li insulta, perché è una cosa che può fare molto male. È un brutto segnale. Ci lamentiamo sempre dei ragazzi di oggi che sono fannulloni, non è vero, ci sono molti adolescenti che si danno un gran daffare, e cercano semplicemente di fare il loro percorso. Il percorso va protetto e stimolato, un artista può piacere o meno, ma non va mai insultato per nessuna ragione”.

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