Susanna Sawoff, una delle più belle voci d'Europa al Teatro Giordano

Continua a vele spiegate il ricco programma del Giordano in jazz, il festival organizzato dal Comune di Foggia in collaborazione con il Moody jazz cafè. Un festival che vuole proporre il jazz nelle varie forme che questo camaleontico genere musicale può assumere (programma in allegato). Venerdì 11 dicembre sarà di scena, per l'ultimo appuntamento sul palco del bellissimo Teatro Giordano (i successivi eventi si terranno in altre luoghi) il trio della cantante e pianista austriaca SUSANA SAWOFF.

Nominata tre volte per il più grande premio musicale d'Austria, l' "Amadeus" e definita da molti la nuova "Diana Krall" ma con un'originalità tutta sua, Susana Sawoff rappresenta una delle voci più fresche del panorama jazz europeo, dotata di una insolita ironia e di grande senso della melodia, classica della cultura della sua terra che unisce alla forza propulsiva dell'improvvisazione jazzistica.

Presenterà al pubblico del Giordano in jazz il suo nuovo lavoro discografico "Bathtub Rituals" (giugno 2015), un album di bellissime canzoni originali scritte da lei.
Il suo trio è completato da Christian Wendt (contrabbasso e voce) e Jörg Haberl (batteria e voce).

BATHTUB RITUALS
Ascoltando l’album di Susana " Bathtub Rituals " è un po 'come un un “unisci i puntini” musicale. Alla fine l’intera figura appare ed è davvero bella. Un viaggio unico da intraprendere con una fidata compagna di viaggio, la voce di Susana: lenitiva, calda, travolgente, a volte malinconica ma sempre al tuo fianco. Le canzoni possono essere descritte come piccoli progetti del microcosmo di Susana.

I suoi testi cesellati finemente mettono a fuoco le piccole cose e fatti come uno specchio personale sulla vita. Questo ingrandimento trasforma il microcosmo di Susana nel macrocosmo di tutti per la tutta la durata del disco e forse di più.

Poco strumentato ma con solo una configurazione classica del trio jazz (pianoforte, contrabbasso, batteria) e il solo musicista islandese ospite, Helgi Jonsson, le canzoni raggiungono la loro grandezza attraverso la sottrazione, si riducono fino al nucleo della storia.
Un raro momento di chiarezza in questo mondo ultra informato. Una sorta di calligrafia musicale, se si vuole. E allora collegate i punti!

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