Uova e sorrisi per i più piccoli: i clown della Misericordia portano un pizzico di gioia ai degenti degli ospedali di Cerignola e San Giovanni

Una nutrita delegazione di clown con il camice bianco e il naso rosso, ha fatto visita ai due nosocomi. Nell’arco delle due giornate sono state distribuite oltre 100 uova per altrettanti ragazzi e ragazze che hanno accolto con entusiasmo anche i canti e i balli dei volontari

Anche quest’anno la Misericordia di Orta Nova, con il gruppo di clown-terapia costituito dai propri volontari, ha portato il sorriso ai piccoli degenti ricoverati presso l’ospedale Tatarella di Cerignola (reparti di fibrosi cistica e pediatria) e presso la Fondazione centri riabilitazione “Angeli di Padre Pio” di San Giovanni Rotondo. In particolare, la nutrita delegazione di clown con il camice bianco e il naso rosso, nelle giornate di mercoledì 17 aprile e giovedì 18 aprile, si sono recati presso i reparti dei predetti nosocomi e centri di cura per dispensare uova di Pasqua e sorrisi ai piccoli ricoverati. Nell’arco delle due giornate sono state distribuite oltre 100 uova per altrettanti ragazzi e ragazze che hanno accolto con entusiasmo anche i canti e i balli dei volontari.

Si tratta di una vera e propria tradizione per la confraternita ortese che, in occasione delle festività, ha sempre riservato un pensiero particolare alle persone che soffrono e sperano in una pronta guarigione. La Misericordia di Orta Nova, congiuntamente all’attività di clown terapia, ha consegnato le uova di Pasqua anche ai bambini meno fortunati della città di Orta Nova, “in modo che – così come spiega il Governatore, Peppino Lopopolo – sia davvero Pasqua per tutti”.

“Ogni volta che ci rechiamo nei reparti con la clown-terapia – continua il Governatore – torniamo a casa con una felicità indescrivibile che diventa un’esortazione a fare sempre meglio nella nostra attività di volontariato. Questa volta dobbiamo ringraziare con grande riconoscimento le famiglie Quiese e Ricci di Orta Nova che hanno donato le uova di Pasqua e hanno permesso così ai nostri volontari di alleviare, seppur in parte, le sofferenze di tanti piccoli degenti ricoverati presso gli ospedali”.

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