Il Parco del Gargano modello d’eccellenza per il recupero dei diversamente abili

Dopo la formazione dei sub non vedenti alle Isole Tremiti, arriva l'accordo con il centro diurno 'Alda Merini' per la fruibilità di alcune zone turistiche dell'area protetta

Il presidente Stefano Pecorella

Il Parco Nazionale del Gargano ha dei nuovi amici molto speciali che si occuperanno della fruibilità e cura di alcune zone di alto pregio naturalistico e turistico. Infatti, a curare la manutenzione dell’area di sosta ubicata presso l'Oasi Lago Salso, della Pineta di Siponto, di Piazza Santa Maria di Ruggiano, del Piazzale Orchidee del Gargano, saranno gli utenti del centro diurno “Alda Merini” di Manfredonia, con il sostegno economico e logistico dell’Ente Parco.

Ciò sarà possibile grazie all’impegno profuso dal presidente, l’avv. Stefano Pecorella e del centro di Salute Mentale di Manfredonia, con il suo responsabile, il dottor Michele Grossi, la cui intesa garantirà un percorso finalizzato al reinserimento lavorativo degli ospiti del Centro Diurno “Alda Merini”.

Iniziativa, questa, in sintonia con le linee d’azione e di interesse di una visione ecologica della vita, dell’ambiente e della medicina. Infatti, la collaborazione istituzionale è finalizzata alla prestazione di opera gratuita per interventi di natura ecologica tesa al recupero dei luoghi interessati da degrado, individuati dall’Ente Parco.

Il C.S.M. ha un ambito territoriale d’intervento nei comuni di Manfredonia, Monte Sant’Angelo, Mattinata e Zapponeta,  per un bacino che supera gli 80mila abitanti. Soddisfazione è stata espressa dall’Associazione “Psyché” – Famiglie per la Salute Mentale, che co-gestisce il centro diurno “Alda Merini” e dai familiari ed ospiti del centro, ora più che mai certi di non essere lasciati soli nell’impegnativo percorso di recupero dei loro cari.

STEFANO PECORELLA, PRESIDENTE PARCO DEL GARGANO | “Prosegue concretamente l’impegno dell'Ente Parco a favore delle categorie dei meno fortunati, di coloro necessitano di cure ed attenzioni che noi nemmeno immaginiamo. Dopo le immersioni subacquee per non vedenti alle Tremiti, divenute oramai modello d’eccellenza a livello nazionale, vogliamo continuare a sviluppare progetti d’inclusione sociale, in collaborazione con organismi ed istituti con competenze specifiche, al fine di promuovere la cultura della conservazione ambientale attraverso la sensibile partecipazione e coinvolgimento dei cittadini diversamente abili o particolarmente svantaggiati.

Costoro, in più di un’occasione, hanno dimostrato una straordinaria attenzione e sensibilità, maggiore di tanti altri. Inoltre risulta noto dai dati della letteratura scientifica e dall’esperienza manifestata dal personale specializzato del Centro, che il reinserimento di persone con malattia psichiatrica nel tessuto sociale e lavorativo porta, nel maggior numero dei casi, alla guarigione sociale, con conseguente riduzione del numero dei ricoveri, riduzione del numero di interventi sanitari e della spesa farmacologica e riduzione delle problematiche psichiatriche correlate. L’Ente Parco non lascerà mai nessuno indietro e quello di Manfredonia è un punto di partenza, con l’auspicio che il sistema sanitario locale non venga smantellato a danno dei più deboli e bisognosi” . 

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