Tra i reparti degli Ospedali Riuniti spunta la ‘Cartella Clinica Umanizzata’

L’autrice del progetto è la scrittrice ed attrice Rosalba Panzeri. Così i pazienti potranno raccontare la loro storia personale, le loro gioie, le ansie, i sogni, inserirli in cartella clinica

Rosalba Panzeri

E' stato un pomeriggio di festa quello del 16 dicembre per gli Ospedali Riuniti di Foggia. La Fanfara del VII Reggimento Bersaglieri dell'Esercito Italiano ha suonato marciando e portando melodie di speranza nei reparti, per ricordare la speranza ai malati. Una speranza che non ha a che fare solo con la professionalità delle cure e con il Natale alle porte, ma che annuncia l'accordo tra la scrittrice ed attrice Rosalba Panzieri e l'Azienda Ospedaliera e L'università degli studi di Foggia. Tutti insieme per iniziare l'applicazione del progetto "cartella clinica umanizzata".

Ne è autrice la scrittrice ed attrice Rosalba Panzeri, che ha realizzato e coordinato un progetto unico nel panorama sanitario e culturale internazionale: per la prima volta nella storia della moderna medicina, i pazienti potranno raccontare la loro storia personale, le loro gioie, le ansie, i sogni, inserirli in cartella clinica ed essere riconosciuti per la loro individualità, che va al di là della malattia .

"Il disegno sul cuore per la cartella clinica umanizzata" è un progetto sostenuto dal C.N.R., F.N.M.C.eO., Associazione Nazionale Medici di Direzioni Ospedaliere, Associazione Ospedali Pediatrici Italiani e European Association Hospital Managers, che veicola una sperimentazione internazionale su questa nuova prassi assistenziale. Questa la ragione per cui l'Azienda Ospedaliero-Universitaria Ospedali Riuniti di Foggia,  su impulso della Panzieri, ha aderito, prima in Italia a questa nuovissima prassi assistenziale, cominciata, come ricorda la scrittrice, "tra i letti dei pazienti, in mezzo a parole spesso soffocate dal dolore e dallo sconforto. Dopo una ricerca lunga e silenziosa, in cui ho incontrato tanto le persone affette da un male inguaribile, quanto bambini che hanno recuperato la piena salute, superando certamente moltissimi ostacoli, sopportando la solitudine della scelta percorsa, ho compreso con sempre maggiore chiarezza che la prima cura è l'attenzione. Noi siamo la nostra storia e la malattia è un evento della nostra vita che non può annientare la nostra interiorità."

Fermamente convinto il direttore generale Antonio Pedota, che dichiara l'orgoglio di essere il primo ospedale ad aderire alla procedura e conferma un 2016 all'insegna della formazione e dell'applicazione sistematica nei reparti della cartella clinica umanizzata. L'incontro con Rosalba Panzieri mi ha entusiasmato proprio perché il progetto proposto coincide pienamente con la mia visione di cura e con la responsabilità di gestire un ospedale che accoglie migliaia di persone. La prima cura che dobbiamo ai malati, come impegno imprescindibile in quanto esseri umani e in qualità di professionisti, è l'accoglienza, l'ascolto. La cartella clinica umanizzata è uno strumento preziosissimo, che crea i presupposti dell'alleanza terapeutica, che nasce dalla fiducia e nessun atto di fiducia si genera se non esiste l'ascolto dell'altro."

Il preside Nicola Delle Noci ha ricordato l'importanza di una formazione incentrata sulla relazione tra curante-curato, fin dai primi anni accademici, offrendo ampia disponibilità alla redazione di percorsi di studio sulla "cartella clinica umanizzata". Il delegato alla Ricerca scientifica dell'Università di Foggia, Cristoforo Pomara, ha deciso di diventare pioniere di questa sperimentazione e primo centro ospedaliero pubblico italiano ad attivarla formalmente.  "Attraverso il modello narrativo alfa, ideato dalla stessa autrice, i pazienti potranno raccontare, scrivendo di loro pugno, chi sono, in qualsiasi declinazione si percepiscano, le loro gioie, le paure, la loro storia personale e vedere questi aspetti, imprescindibili dell'identità, inseriti in cartella clinica e trattati con la stessa dignità morale e scientifica di qualsiasi altro dato di anamnesi. Divenendo parte attiva della loro stessa degenza, dettaglio scientifico che all'Università di Foggia potrebbe aprire spiragli non solo clinici ma anche sociologici e antropologici".

Coinvolti anche gli studenti di medicina, dai ragazzi dell'associazione ‘Amore Incompetente’ all'associazione studentesca universitaria Nuove Energie Attive. Una risposta positiva globale quindi, culminata con la rappresentazione teatrale "passi scalzi", accompagnata dalla prestigiosa partecipazione della Fanfara dei Bersaglieri e interpretata dalla stessa autrice Rosalba Panzieri e dalla dottoressa Lorella Balestrucci, neuropsichiatra infantile, che ha già da alcuni mesi applicato nel suo reparto la "cartella clinica umanizzata", riscontrando ottimi risultati clinico-relazionali. Il progetto è sostenuto dall'Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Foggia, che domani inviterà la popolazione ad un evento conclusivo sulla "cartella clinica umanizzata".


 

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