‘Carnevale in maschera’ al Don Uva. L’assistenza ai malati di Alzheimer passa anche dai momenti di festa

L'U.O. Riabilitazione Alzheimer ha ospitato la manifestazione in occasione della XXV Giornata mondiale del Malato. Il direttore Garofalo: "L'evento è finalizzato alla stimolazione cognitiva per fronteggiare una delle malattie più devastanti di questo secolo"

Il 10 febbraio in occasione della XXV Giornata Mondiale del Malato, presso l’U.O. Riabilitazione Alzheimer si è tenuta la manifestazione dal titolo “Carnevale con gli Anziani”. La dott.ssa Cavallone dell’Urp ha coordinato l’intera iniziativa unitamente a tutti gli educatori ed operatori, realizzando questo evento all’insegna della spensieratezza e dei colori, quelli che a volte la malattia oscura.

A fare da cornice all’evento, un magico spettacolo di bolle di sapone realizzato da Cristian Paglia della Compagnia della Pera Cocomerina. Un momento toccante che ha riportato indietro agli anni della gioventù tutti i pazienti alternando momenti di emozione a momenti di sano divertimento. Gli stessi ospiti vestiti in maschera hanno ballato e partecipato attivamente allo spettacolo di bolle di sapone rendendo nel complesso la festa ancora più emozionante e sentita.

La presenza dell’animatore Jerry Ruotolo ha dato ritmo con le musiche anni 50-60 alla stagione dei ricordi proprio per mantenere integre le capacità cognitive residue degli ospiti con demenza conclamata. La fattiva e nutrita presenza di familiari ha contribuito alla riuscita della festa con la realizzazione di dolci tipici del Carnevale.

A margine della manifestazione il Direttore Amministrativo Dott. Marcello Paduanelli ha dichiarato “La manifestazione odierna è l’ennesima testimonianza dell’impegno e della dedizione di tutti operatori del Don Uva che hanno reso protagonisti i nostri anziani coniugando la riabilitazione cognitiva con i colori e la gioia del Carnevale”.

L’evento rientra in un complesso di programmi posti in essere dall’equipe finalizzate alla stimolazione cognitiva per fronteggiare una delle malattie più devastanti di questo secolo, dirette a ridurre lo stato di isolamento delle persone con un quadro cognitivo gravemente compromesso e riconsiderare il loro stato di apparente passività, offrendogli nuovi stimoli sia ambientali che comunicativi”, le parole del Direttore Sanitario dott. Rosario Garofalo

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Perché come diceva Elie Wiesel: “Il malato di Alzheimer è come un libro che perde ogni giorno una pagina e di cui non resterà infine che la copertina, ma dovremmo comunque ricordare che le copertine dei libri sono colorate, contengono spesso fotografie ed attraverso il titolo ed il riassunto ci danno la sostanza di tutta la storia narrata nel loro interno, anche se dentro non ci sono più pagine leggibili”.

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