Mercoledì, 20 Ottobre 2021
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Il dolore strumento che dà forza e genera speranza: l’esempio della storia di Foggia

Quarto appuntamento del ciclo #aqvincontra, che ha visto protagonista Giuseppe Messina, autore del libro “Papaveri rossi, il soffio caldo del favonio”

Si è svolto ieri, nella suggestiva cornice del Museo civico di Foggia, il quarto appuntamento del ciclo #aqvincontra, nel corso del quale l’Associazione qualità della Vita ha incontrato Giuseppe Messina, autore del libro: ”Papaveri rossi: il soffio caldo del favonio”, edito da Kimerik.
In una sala Mazza gremita di foggiani desiderosi di conoscere storie di vita esemplari e dal forte impatto emotivo, la città ha positivamente contribuito a porre una tessera in più nel mosaico culturale cittadino.
Dopo i commossi ringraziamenti dell’autore alla platea, la serata è stata aperta dai saluti dell’avv. Luigi Miranda, intervenuto nella duplice veste di Presidente del Consiglio del Comune di Foggia e Presidente dell’Aqv, che ha commemorato le vittime del crollo di Viale Giotto, ricordando i sacrifici di chi in quell’occasione, pur nella tragedia, non ha esitato ad offrire il proprio supporto, dimostrando che l’unità nata dal dolore diventa più forte e salda.
“Così come i nostri padri e i nostri nonni rinsaldarono il vincolo di fratellanza nella tragedia bellica dei bombardamenti” ha affermato Miranda “noi oggi, nel ricordare le vittime dell’11 novembre 1999, ci sentiamo ancora più uniti e legati alla nostra città di Foggia, che intorno a quel maledetto crollo ha creato un luogo dell’identità foggiana e del grande cuore dei foggiani”.

Il presidente Miranda, quindi, nel complimentarsi con l’autore Messina per il notevole contributo culturale offerto alla città, ha messo in evidenza l’importantissimo ruolo assunto da Foggia nel corso della storia, inclita sede imperiale con Federico II, città in cui si celebrarono le nozze dei Reali di Borbone nel 1799, ricordando il ruolo strategico rivestito nella II guerra mondiale e nell’immediato dopo guerra, ed oggi seppure tra mille difficoltà, la ottava città più importante del mezzogiorno d'Italia.

“La politica, la scuola, la cultura e l'impegno sociale" ha proseguito Miranda “devono spingere, ciascuno nel proprio ambito, al fine di profondere ogni sforzo per migliorare la realtà nella quale si vive e si opera alla sola ed esclusiva ricerca del bene comune”. La serata è stata moderata dal dott. Filippo Santigliano, capo della redazione de La Gazzetta del Mezzogiorno di Foggia, il quale, nel sottolineare l’importanza di preservare la memoria storica dei popoli ha affermato che “L’affabulazione da cui trae spunto Papaveri rossi, deve indurre noi tutti a non dimenticare, affinché la memoria della nostra storia diventi il centro nevralgico del pensiero unito all’azione e non il semplice cantuccio in cui nascondere i ricordi di un nostalgico passato”.

Illustre relatore dell’evento è stato il Dott. Luigi Ciampoli, già procuratore generale della Corte d’Appello di Roma, il quale ha rivissuto le gioie e i tormenti della adolescenza trascorsa in compagnia dell’amico Messina, confidando al pubblico le speranze, i sogni, le preoccupazioni e i dispiaceri di un’intera generazione che ha cercato, attraverso la reciproca fratellanza e solidarietà, di opporre alle macerie della guerra la solidità dei sentimenti autentici di chi con fierezza ha scelto di non soccombere.

“L’immagine della copertina” ha fatto notare il dott. Ciampoli “rappresenta la speranza del bambino di ogni epoca che chiede agli adulti l’aiuto per realizzare i propri sogni”. Proprio sulle speranze dei bambini si è concentrata la prof.ssa Anna Palumbo, vice presidente dell’Aqv, che dopo aver sottolineato il valore stilistico del libro presentato, reso accattivante dalla retorica sensistica del simbolo e dallo stile barocco, ricco di minuziose e gustose descrizioni della tradizione foggiana, ha sottolineato la responsabilità morale che gli adulti hanno nei confronti dei giovani per indurli a prepararsi  alla vita, a farsi domande a rendersi conto di ciò che li circonda. “Grazie ad alcuni personaggi tratteggiati da Messina nel suo libro” ha affermato la prof.ssa Palumbo “occorre proporre agli allievi di ogni epoca uno studio riflessivo e non impositivo e schematico, poiché è possibile imparare giocando, al di fuori delle pagine numerate del libro, in quanto i ragazzi nella vita sociale dopo la scuola si troveranno ad affrontare un mondo fuori dagli schemi, al quale occorre appartenere invece che semplicemente farne parte passivamente”

“Il tavolo rotondo intorno a cui la maestra Ginevra del libro faceva lezione“ ha proseguito la prof.ssa “fa comprendere che  tutti devono essere coinvolti e indotti a guardarsi negli occhi, imparando  a comunicare e a socializzare per scambiarsi esperienze e confrontarsi su opinioni divergenti. Gli allievi di Ginevra dovevano prepararsi a diventare cittadini della neonata repubblica democratica, così come i nostri alunni devono imparare a difendere l’ormai adulta repubblica, per  mantenere sempre vivo quello spirito di uguaglianza e comunanza affinché non torni nelle mani di pochi che  per il proprio tornaconto approfitterebbero dei sacrifici di chi è morto per difenderla”.
Sul simbolismo del libro si è concentrata anche l’editor dell’opera, la dott.ssa Teresa Madonia, che ha sottolineato come il rosso del papavero rimandi non solo al colore del sangue versato in guerra, ma anche al rosso vivido della passione con la quale i superstiti sono riusciti a ricostruire la propria quotidianità. “Anche il rimando al papavero” ha affermato la dottoressa “evoca la sensazione dell’impalpabile tatto del raso lucido che mamma Olga usava per i ricami, diventando  simbolo del calore e dell’affetto delle braccia della mamma che solleva il piccolo Pinuccio per fargli vedere lo spettacolo della campagna foggiana ricoperta dal manto rosso, consegnando ai suoi piccoli occhi un ricordo eterno, in quanto la memoria del bello è più forte della tortura della guerra.
La serata è stata impreziosita dalle letture di alcuni passi del libro declamati della dott.ssa Oriana Casiello, attrice della compagnia “Scenaperta” e del prof. Guiseppe Procaccini, accompagnate dal raffinato sottofondo musicale dell’arch. Porreca, che ha deliziato il pubblico con alcune canzoni della tradizione foggiana.
Nel chiudere la serata l’avv. Miranda ha con soddisfazione reso nota la nomina a soci onorari dell'Associazione Ualita della Vita del Procuratore Ciampoli, e dell'autore del libro Messina

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