Un thriller sul decennio dell'odio: alla 'Ubik' Antonio Iovane racconta "Il Brigatista"

Il decennio di piombo, i nuclei speciali del generale Dalla Chiesa, Aldo Moro e il Compromesso storico. I film "poliziotteschi”, l'eroina, il giornalismo impegnato e la strategia della tensione. E ancora gli anarchici, i fasci, gli attentati, le ideologie. E, persino, l'amore – o qualcosa del genere: quanto possibile per chi era dentro quel tumulto epocale. Il brigatista (minimum fax, 2019) è il thriller mozzafiato di un decennio di sangue che ha sconvolto e profondamente segnato la storia della Repubblica: domenica 27 ottobre, alle ore 19, nello spazio live della Ubik di Foggia, Antonio Iovane presenta il suo romanzo, tra le rivelazioni assolute di quest’ultima stagione narrativa, in grado di raccontare gli anni delle Brigate Rosse con un ritmo incandescente e attraverso personaggi – reali e immaginari – a dir poco palpitanti. L’autore, che è anche giornalista di Radio Capital, incontra per la prima volta il pubblico della libreria e gli appassionati del gruppo A qualcuno piace… Giallo. A introdurre lo scrittore, il direttore artistico della Ubik, Michele Trecca.

Il brigatista (minimum fax, giugno 2019). Spiaggia di Castelporziano, luglio ’79. Durante il Festival dei poeti due militanti delle Br vengono arrestati in una sparatoria. Uno dei due, Jacopo Varega riesce a scappare dall’ospedale in cui è stato ricoverato, e a Roma si apre la più grande caccia all’uomo dai tempi del rapimento Moro. Pochi giorni dopo la giornalista televisiva Ornella Gianca riceve una telefonata: dal suo nascondiglio in un appartamento disabitato della periferia romana, Varega ha deciso di rivelare il nome di chi lo ha tradito e di raccontare, davanti a una telecamera, il decennio dell’odio, iniziato il 12 dicembre del 1969 con la strage di piazza Fontana a Milano. Con il ritmo serrato di un thriller, tra snodi storici e intrecci sentimentali, entriamo nella mente del brigatista per indagare le ragioni che spinsero un gruppo di giovani a imbracciare le armi e uccidere. Questa è la storia della caccia ai brigatisti da parte degli uomini del generale Dalla Chiesa, ed è la storia dell'Italia. L’Italia eversiva delle stragi e della strategia della tensione; l’Italia della cacciata di Lama dall’università, dei poliziotteschi, dell’epidemia di colera a Napoli e della diffusione dell’eroina. L'Italia di Aldo Moro, del commissario Calabresi, di Indro Montanelli e Gian Maria Volonté. Un paese in cui la verità è sempre stata una contraddizione, un intrigo internazionale, ma anche una questione privata.

Antonio Iovane. È nato e vive a Roma. Giornalista, conduce una trasmissione radiofonica (Capital Newsroom) insieme a Ernesto Assante su Radio Capital. Ha pubblicato due libri per Barbera editore: La gang dei senzamore (2005) e Ti credevo più romantico (2006).

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