Alberto Mieli all'Ipssar 'Enrico Mattei' di Vieste

Ci ha raccontato di quando a soli 17 anni, con la forza e la vivacità della sua età si è trovato in un sottoscala a “comprare” due francobolli … che hanno segnato la sua vita per sempre

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

Quel che è accaduto oggi, 30 novembre 2015, all’Ipssar “E.Mattei” di Vieste è stato un incontro di forte partecipazione emotiva e d’intensa spinta morale. Un uomo di 90 anni, con un terribile passato da far viaggiare, ci ha portato nel suo mondo di ricordi. Con una voce sottile ma decisa ci ha detto di quando alla sola età di 12 anni ha dovuto abbandonare gli studi e di come piangendo il suo preside glielo avesse comunicato insieme alla promessa che presto sarebbe tornato. Ci ha raccontato di quando a soli 17 anni, con la forza e la vivacità della sua età si è trovato in un sottoscala a “comprare” due francobolli … che hanno segnato la sua vita per sempre.

L’arresto e la permanenza al sesto braccio di Regina Coeli … “un prigioniero politico”. A seguire l’inferno … la malvagità dell’uomo contro l’uomo, la crudeltà fine a se stessa, l’orrore per la morte violenta e gratuita … insomma Auschwitz. “Se potessi scegliere fra le percosse violente subite dalla Gestapo ed Auschwitz non avrei dubbi … sceglierei la prima … perché nessun uomo dovrebbe mai vivere quel che è stato Auschwitz. “

Nessun uomo dovrebbe vedere un figlio che prende ferocemente a botte il proprio padre, nessun uomo dovrebbe vedere giovani donne votate alla violenza e alla prostituzione, nessun uomo dovrebbe vedere madri che non hanno più lacrime, nessun uomo dovrebbe vedere … l’abisso! Questo meraviglioso piccolo uomo è Alberto Mieli; la sua storia ha commosso e rapito i ragazzi dell’ultimo anno dell’Ipssar, tutti raccolti e silenziosi attorno ad un “nonno” che la violenza della vita non ha fatto smettere di essere “uomo”.

“ Ma lei ricorda proprio tutto di quel che è accaduto ad Auschwitz?” ha chiesto un ragazzo.

“Si … e poi la catena inesorabile delle atrocità.”

“Anche noi ricordiamo … grazie a lei.”

L’intera umanità deve molto ad uomini come lui e l’onorificenza della laurea honoris causa che verrà conferita dall’Università di Foggia domani è solo un piccolo gesto per ripagare e riparare quanto la cieca crudeltà degli uomini gli ha tolto.

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