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Fatti fuori gli organizzatori storici dell'Accadia Blues. Il Comune si tiene anche il nome. Nino ed Elisabetta: "Sfruttamento parassitario"

Anche quest'anno l'Accadia Blues ci sarà, ma se il nome della rassegna resta il medesimo, a cambiare sono gli organizzatori e la direzione artistica. Nino Antonacci ed Elisabetta Manella, infatti, non ci saranno. Accuse alla Amministrazione: "Richiesta di cambio del nome non è stata accolta, lo sfruttamento del nome appare parassitario o quantomeno incoerente"

Accadia Blues (Ph. Samuele Romano)

Per un intero decennio è cresciuto anno dopo anno, acquisendo un prestigio notevole e diventando uno degli eventi cardini dell'estate in provincia di Foggia. L'Accadia Blues è stato più di un semplice festival, per la qualità elevatissima degli ospiti e per la suggestiva location che ne ha ospitato i concerti. 

Anche quest'anno l'Accadia Blues ci sarà, ma se il nome della rassegna resta il medesimo, a cambiare sono gli organizzatori e la direzione artistica. Nino Antonacci ed Elisabetta Manella, infatti, non ci saranno.

A spiegarlo, con una punta di amarezza sono gli stessi organizzatori sulla pagina Facebook della rassegna: "Comunichiamo che la manifestazione denominata 'Accadia Blues Festival 2021' nulla ha a che fare con la direzione artistica di tutte le precedenti edizioni del Festival". 

Antonacci e Manella ci tengono a rivendicare la bontà di un progetto ideato, pensato e sviluppato da loro: “La nostra organizzazione e direzione artistica (Nino ed Elisabetta) ne è stata anche la madre, che l'ha concepito, gli dato un nome, gli ha dato una forma, l'ha fatto crescere, l'ha amato e lo ha reso quello che è, o meglio che è stato, dal 2010 fino allo scorso 2020, con immenso impegno, dedizione e orgoglio. E ovviamente c'è stato anche un padre, il Comune di Accadia (nel corso della passata amministrazione, giusto per verità di cronaca e non per faziosità) che l'ha sostenuto.”.

Tuttavia, il sodalizio con il Comune di Accadia si è improvvisamente interrotto con l’avvento della nuova amministrazione. Una situazione, per certi versi, non troppo dissimile da quanto avvenuto per il Carpino Folk Festival, che dal 2019 ha cambiato denominazione (Ora si chiama ‘Carpino in Folk’) in seguito allo stop deciso dagli storici organizzatori per tutelare la sicurezza dei volontari. All’epoca, il sindaco di Carpino Di Brina, non escluse che dietro tale decisione si nascondesse “la volontà di attaccare e nuocere l’amministrazione”, annunciando di prendere le redini della rassegna.

Le similitudini si intravvedono soprattutto nei dissidi, per nulla celati, con l’Amministrazione Comunale. Ma se a Carpino, in primis per motivi legali, il cambio di denominazione è stato necessario, nel caso della rassegna blues il nome resterà lo stesso: “Una volta scoperto il cambio di rotta, legittimo ma tristemente e consapevolmente celato fino all'ultimo, da parte della nuova Amministrazione di Accadia, abbiamo inoltrato formale e cordiale richiesta ad essa, di non utilizzare lo stesso nome, per non creare confusione con la nuova manifestazione e direzione artistica. Tutto qui”.

Una richiesta che, a giudicare da quanto visibile sulla nuova pagina Facebook del festival, non è stata esaudita: “Questa unica richiesta è purtroppo caduta nel limbo dell'indifferenza sordomuta, e lo sfruttamento dello stesso nome appare parassitario o quantomeno incoerente, dato che al tempo stesso, evidentemente, non è stato riconosciuto il valore del nostro lavoro”, dichiarano gli ideatori con notevole disappunto.

“In ogni caso, questo messaggio ha il solo lo scopo di non creare confusione tra le due manifestazioni e di fare chiarezza, null'altro, e soprattutto non dare giudizi di merito su nessuno.

A tal proposito vi preghiamo di non scrivere commenti (né a favore, né contro) in quanto non amiamo le sterili e superficiali polemiche che si creano su queste piattaforme. Grazie. Con una pozzanghera di amarezza e un mare di dignità, auguriamo a tutti tempi migliori e un'umanità migliore (compresa la nostra, ovviamente)”.

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