Carpino festeggia i cento anni di ‘Pecceninne’, il cantore garganico con le nacchere

Un paese in festa per festeggiare Antonio Piccininno, il cantore in attività più famoso della Puglia. Taglio della torta e presentazione del nuovo cd dei 'Cantori di Carpino' con Bennato e De Sio

Antonio Piccininno

Temperamento forte, amore per la vita, per la famiglia, per i compagni e un forte attaccamento al paese che gli ha dato i natali, Antonio Piccininno o ‘Pecceninne’, il cantore con le nacchere, oggi compie 100 anni. Perde presto entrambi i genitori a causa dell’influenza spagnola e viene affidato ai nonni materni. A otto anni deve viene mandato a guardare le pecore per contribuire al sostentamento della famiglia. Nei boschi di quello che oggi è il Parco Nazionale del Gargano i pastori adulti gli tramandano i canti popolari che lui ripete ossessivamente  Da adulto si dedica alla coltura dei campi.

Pastore e contadino, con le sue 100 primavere rappresenta una delle "personalità più interessanti, autentiche e complesse della tradizione musicale del Gargano. Cantatore eccellente, tra i più anziani del paese, porta con sé un bagaglio di conoscenze che lascia quale eredità culturale alle nuove generazioni. La sua testimonianza di vita, la sua interpretazione canora e la sua raccolta di canti sono punti di riferimento imprescindibili per un’adeguata comprensione della sua unicità. Il suo percorso si colloca in un ambito intermedio tra oralità e scrittura, frutto di stratificazioni in progress di apprendimento, dalla fase mnemotecnica orale del periodo giovanile, alla fase della partecipazione diretta ai riti collettivi delle serenate e dei balli (quando non ancora defunzionalizzati), alla fase dell’appropriazione autodidattica della scrittura per la raccolta dei canti popolari (Villani S., 2008)".

In occasione dei festeggiamenti per i suoi cent'anni, questo pomeriggio alle 17, nel palazzo baronale della cittadina delle fave si svolgerà un incontro organizzato dal ‘Carpino Folk Festival’ insieme al Comune e al Parco Nazionale del Gargano con gli studiosi e gli artisti che hanno attinto dal suo bagaglio di conoscenze popolari per narrarne la vita artistica attraverso il repertorio, le esperienze, le preferenze, gli atteggiamenti, le abilità, in una parola l'identità del cantore che instancabilmente continua a tramandare quella che fu la sua cultura: tra gli altri, son attesi lo studioso Francesco Nasuti, l'etnomusicologo Salvatore Villani, l'attrice Caterina Pontrandolgo, Eugenio Bennato e Teresa De Sio.

Seguirà la presentazione di ‘Chi sona e canta no nmore maje’, il nuovo CD dei Cantori di Carpino con la voce di Pecceninne. In serata in Piazza del Popolo la famiglia ha organizzato il taglio della torta e successivamente il live gratuito dei Cantori di Carpino e degli amici di Pecceninne che coriaceo ha già stabilito che canterà a sua volta per i presenti.

Quindi, tutti ancora una volta ad aspettare il momento quando si alzerà e si recherà sul palco per esibirsi in colorite e applaudite introduzione alla personalità del Cantore. Inizierà con la descrizione delle origini del canto popolare carpinese e racconterà la sua storia personale come esempio di quelle di altri cantori. Verseggerà le strofe che andrà poi a cantare intercalandole con curiose spiegazione della vita di una volta e quando ormai col suo parlare schietto avrà accattivato le simpatie e gli animi, trascinerà il suo pubblico in una vertiginosa tarantella in modalità rudianella.

Non esistono parole per significare la realtà di un nonno che canta la ninna nanna ad un pubblico in religioso silenzio e non esiste cantore in attività più anziano. Sempre presente sul palco del Carpino Folk Festival, Piccininno come tutti i cantori del paese è oggetto di studi sulle tradizioni musicali italiane; Antonio in particolare viene interessato per la prima volta da tali studi nei primi anni 80 da Roberto Lèydi, considerato tra i fondatori dell'etnomusicologia scientifica in Italia, ed è portato alla ribalta nazionale dai cantautori e musicisti Eugenio Bennato (la prima esibizione fuori dai contesti tradizionali risale all'8 aprile 1980 presso il Teatro San Ferdinando di Napoli) e Teresa De Sio.

Queste le parole di Eugenio Bennato: “Antonio Piccininno compie 100 anni. 100 anni di un artista, un compleanno che ci fa tutti felici, ma un artista non ha età, come non ha età l’arte che si trasmette alle generazioni e lascia un segno indelebile. Piccininno ripete sempre affettuosamente che mi è grato per averlo portato in giro per il mondo. Ma sono io grato a lui, come a Sacco e a Maccarone, per avermi concesso di far conoscere la forza poetica del sud, la magia della musica di Carpino che non ha eguali nei cinque continenti. Auguri caro zio Antonio, e non smettere di guidarci per i prossimi anni”.

Ha dichiarato il presidente del Parco del Gargano, Stefano Pecorella- “Da cittadino e da innamorato della nostra terra non posso che dire grazie a zì Antonio per aver insegnato e fatto dono della sua arte e per aver trasmesso il forte attaccamento alla terra che gli ha dato i natali un secolo fa. E’ lui l’esempio vivente di come tanta brava ed onesta gente, nel silenzio della discrezione, quotidianamente insegna alle giovani generazioni l'importanza dei valori, del rispetto dell'uomo e della natura che lo circonda. Inconsapevolmente, la sua storia diventa oggi, con forza, la via di un necessario riscatto culturale e l'emancipazione da pratiche ed abitudini insensate. La sua musica si è trasformata in un inno all'innocenza , alla bellezza e all’amore dei giovani. Auguri di cuore zì Antonio. Continua a cantare il nostro Gargano”.


 

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